Amore e conoscenza: un intenso viaggio verso l’essere

Written by on 12 dicembre 2011 in Educazione - 1 Comment

Conoscere una persona, vuol dire anche sapere che cosa pensa. Ecco un nuovo articolo scritto dalla  nostra  educatrice Giulia, che ci racconta il suo modo di intendere e vivere la conoscenza. Spero che sia per tutti voi un modo per fare “la sua conoscenza”!

Tutti noi sappiamo bene cosa sia la conoscenza ma adesso provate a definirla. Nel momento stesso in cui ci si prova ci si rende conto di quanto sia in realtà complicato. Confesso di essermi appassionata a questo tema solo dopo 9 o 10 riletture approfondite de “Il Piccolo Principe”di cui riporterò qualche citazione ogni tanto e chissà che a qualcuno non venga voglia di leggerlo, rileggerlo o regalarlo ai propri bambini.

Si potrebbe pensare alla conoscenza come un’insieme di informazioni collegate fra loro attraverso nodi semantici o grafici ma l’attivazione vera e propria della conoscenza si ha grazie ad un agente che ricolleghi le informazioni salvate in memoria alla propria esperienza. E’ un insieme privo di una forma rigida e in continua evoluzione; in essa confluiscono molte funzioni mentali fondamentali: percezione, attenzione, memoria, linguaggio, intelligenza, emotività e motivazione.

“Diventerai più ricco solo trasformandoti, perché tu sei seme.”  L’uomo è continuamente condizionato dalle sue conoscenze, dal bisogno e dalla necessità di conoscere. Tutto ciò che sente, pensa e vive diventa conoscenza nel momento in cui viene interiorizzata e fatta propria. La conoscenza si articola fra valore adattivo (legato alla sopravvivenza) e culturalmente determinato.

L’insegnamento produce un apprendimento artificiale che spesso viene avvertito come tale, altre volte invece viene interiorizzato e spinto da motivazioni intrinseche quali può diventare l’amore per la conoscenza. In educazione, soprattutto dopo i primi anni di scolarizzazione, il rinforzo (“premio”) è un “in più” che allontana dall’ amore per la conoscenza che dovrebbe essere un rinforzo positivo già di per sè. La conoscenza, nell’era del benessere non serve più a riconoscere un pericolo di morte, ad accendere un fuoco ecc., serve piuttosto alla coltivazione di sé; serve come l’acqua per l’accrescimento della nostra mente e non più solo del nostro corpo.

“Una goccia d’amore è più di un oceano di volontà e di ragione”. Chiunque abbia amato o provato una forte motivazione intrinseca verso qualcosa sa benissimo che questa tensioneverso qualcuno o qualcosa è ciò che più di ogni altra cosa riesce a migliorare le nostre prestazioni, renderci migliori di ciò che siamo, capaci di superare ogni ostacolo e di trovare la forza per compiere imprese che senza amore non avremmo mai immaginato di riuscire a compiere.

“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Ci si riferisce in questo caso ad una conoscenza che va oltre la superficie, che supera la sensibilità per seguire le leggi del cuore. Il mondo offre in superficie, segnali della sua profondità e il senso della realtà si rivela allo spirito che desidera intensamente conoscere. L’uomo è soggetto alla contemplazione della bellezza, una luce che in pochi istanti illumina il buio della superficie; nasce da questo una poetica della luce e dell’intelligenza ontologica (dell’essere) che fa risplendere la volontà come sete di verità.

L’amore attrae l’intelligenza e la volontà verso l’essenziale e pertanto riveste un ruolo di indubbio valore, anche utilitaristico, nella vita dell’uomo. L’essenziale è luce, calore e contemplazione, è la conoscenza prodotta da atti intellettivi e d’amore che generano un’ enorme energia psichica sottoforma di atto spirituale consapevole e libero. L’amore è ciò che permette all’ uomo di divenire essere unico, umanamente simile ma essenzialmente diverso da ogni altro uomo al mondo.L’amore per la conoscenza è un processo complesso che inizia con la conoscenza e l’amore di sé o meglio, con i relativi tentativi e sforzi.

La volpe svela al piccolo principe: “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.Ciò che conosciamo è reso tanto valido e amabile proprio per il tempo e l’impegno che vi dedichiamo.

Un esempio chiarificatore è lo studio, attraverso cui gli uomini di tutte le età apprendono particolari conoscenze su specifici argomenti. Lo studente, ad esempio, si siede dietro la sua scrivania e sa che “perderà” del tempo che avrebbe potuto impiegare per giocare a palla con gli amici. Fa un grande sforzo di attenzione quando, mentre studia, riceve il messaggio di una ragazzina che gli piace (il che lo porta a vagare col pensiero e distrarsi), si sforza di leggere e rileggere le frasi poco chiare del libro, resta seduto quando la schiena comincia a fare male per aver mantenuto la stessa posizione troppo a lungo, avverte mal di testa magari per l’eccesso di argomenti che l’hanno portato a confondersi ecc. ma nonostante tutto resta seduto a studiare, a conoscere.

Probabilmente lo studente resta seduto in vista di un’interrogazione, ma intanto il tempo e gli sforzi fatti lo hanno portato a conoscere qualcosa che prima ignorava o che non conosceva in quei termini. Amore e conoscenza si legano in un rapporto profondo e indissolubile. Sinteticamente si potrebbe dire che più si conosce più si ama conoscere.

“È il tempo che abbiamo vissuto come esseri umani, fatto esperienze, imparato, creato, goduto e sofferto” a legarci agli altri e alla conoscenza. La conoscenza, così intesa, è a tutti gli effetti un atto di amore e così come in ogni relazione sana ha bisogno di cure e lavoro. Genitori, educatori e docenti dovrebbero avere ben chiaro il collegamento esistente fra conoscenza, amore ed esistenza; il rischio è proprio quello di calpestare rose senza accorgersene e di annientare l’amore di studenti che magari non hanno ancora scoperto l’importanza di quella rosa.

“Tu non sei l’abitante di un pianeta errante, né ti poni domande senza risposta. Nessuno ti ha mai afferrato per le spalle, quando era tempo ancora. Ora la creta di cui sei formato è disseccata, indurita e nessuno saprebbe più risvegliare il musicista addormentato o il poeta o l’astronomo che forse furono una volta in te.” Questo il ruolo di noi adulti: afferrare i nostri bambini e ragazzi per le spalle e risvegliare in loro l’essenziale: l’amore. La luce della nostra stella risiede in noi; siamo noi, con le nostre scelte giornaliere a determinarne la lucentezza; giorno dopo giorno segniamo la nostra via e ci avviamo a diventare ciò che siamo e saremo. Non conta tanto il cosa conosciamo quanto piuttosto il come lo conosciamoe il come ci approcciamo all’oggetto della conoscenza. E’ un processo che, mattone dopo mattone, esperienza dopo esperienza porta all’acquisizione di quella sicurezza intellettuale che permette di allontanarsi dalla voce del gruppo per far emergere la propria.

E’ un processo di enorme difficoltà e tuttavia indispensabile per valutare noi stessi, gli altri e il mondo. E’ possibile favorirlo inducendo i bambini all’esplorazione, alla continua riflessione, al dubbio, al dialogo e al confronto all’interno di un ambiente accogliente e lontano dal sottostimare posizioni anche non condivise, all’autovalutazionee all’esercizio continuo anche attraverso giochi mirati.

 

Diamo ai nostri ragazzi la possibilità di amare e conoscere!

 

Giulia M.

 

Potete contattare Giulia sul nostro sito www.oltretata.it, insieme a tante altre tate, babysitter, aiuto compiti e animatriciper i vostri bambini.

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