Proposta di Lettura: L’isola dei libri perduti, Annalisa Strada

Written by on 7 ottobre 2014 in Recensioni - No comments

Non sarei chi sono senza quello che ho imparato disobbedendo a chi m’impediva di vivere le mille vite che ho fatto mie attraverso i libri.

Thia è un’isola, ma forse no. Di certo è la prigione senza sbarre dove vivono Amalia e Nazario, due ragazzi che sanno puntare lo sguardo oltre la recinzione d’acqua e di pregiudizio che iniziano a sentire stretta. La loro smania d’andarsene li avvicina a Flora e Corrado, l’una piena di rabbia sopita e l’altro reso inetto dalla ristrettezza delle proprie vedute. Si avvicinano guardinghi gli uni agli altri, superando la barriera della diffidenza fino a mettere le basi di una relazione che è quanto più vicino a un’amicizia possa nascere in quel luogo. Insieme iniziano a imbastire l’avventura della vita, quella per cui ci si sente disposti anche a morire. Due tentativi di fuga, la rivelazione di un luogo segreto e poi la grande rincorsa verso la libertà. Un traguardo che è lontanissimo guardato a occhi nudi, ma che si fa a portata di mano grazie al filtro delle parole di chi è vissuto prima di noi e ne ha lasciato traccia in una pagina.
Età di lettura: dai 12 anni.
[fonte: Amazon.it]

isola

Poco tempo fa abbiamo parlato di Annalisa Strada e del suo La sottile linea rosa, che ha vinto il Premio Andersen come Miglior libro oltre i 15 anni con la seguente motivazione:

Per una storia che, con competenza e profonda sensibilità e delicatezza, affronta il tema delle scelte e degli affetti, soffermandosi coraggiosamente sulle dinamiche emotive intorno a una maternità inattesa. Per la capacità di riportare sulla pagina un linguaggio adolescente, senza forzature.

L’isola dei libri perduti è tutta un’altra storia. O forse no.

L’isola dei libri perduti è la storia di quello che succede spesso nella vita di tutti i giorni, di quello che osserviamo – consci oppure no – intorno a noi: la storia di un mondo dove la voglia di sapere e di conoscere troppo spesso è frustrata, dove a leggere un libro per il piacere di farlo sono in pochi, dove le persone “fanno più comodo se sono ignoranti, perché possono essere facilmente manovrate”. E purtroppo questo mondo, a volte, coincide un po’ troppo con quello reale, vero?

Meno male che esistono spazi di respiro, biblioteche funzionanti, persone (e anche amministrazioni, spesso) abbastanza illuminate, che hanno le idee chiare e nonostante tutto lavorano sulla cultura e sulla conoscenza.

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