Lo studio annoia?

Written by on 29 agosto 2013 in Educazione - No comments

Ci siamo quasi… A breve riapriranno le scuole e con queste, ricominciano per genitori e figli, “le lotte” per i compiti.

Lo studio annoia?

Esperienze personali con bimbi e ragazzi di varia età mi hanno insegnato che tutto succede fondamentalmente per mancanza di metodo e dal momento che tutti abbiamo il costante bisogno di acquisire nuove informazioni, vediamo insieme come possiamo fare per rendere lo studio piacevole, interessante e soprattutto divertente. Difficile da credere? Eppure non è impossibile.

Iniziamo con:

  • Prenderci cura della nostra postazione: il luogo dove studiamo dovrebbe essere un posto in cui ci piace stare e trascorrere del tempo volentieri. Chiediamoci pertanto se la scrivania è stracolma di qualsiasi tipo di oggetto, libri e carte che non ci fa neanche venire voglia di sederci oppure c’è solo il libro che ci serve? Immaginiamo l’emozione diversa, che può nascere nella mente, di fronte a due situazioni del genere. Vi assicuro che, nel primo caso viene voglia di andarsene perché ci si sente sopraffatti prima di iniziare mentre nel secondo si ha la consapevolezza che abbiamo solo una cosa a cui dedicare la nostra attenzione e quindi sarà sicuramente più facile.
  • Curare il nostro materiale di lavoro: Un esempio semplice ma significativo è la scelta della penna con la quale scriviamo. Se è una penna che ci piace per la scorrevolezza che ha sul foglio, per l’impugnatura, la forma e il colore vorremo usarla il più possibile e quando abbiamo un foglio bianco di fronte probabilmente inizieremo a fare degli scarabocchi oppure la nostra firma.

Per i bambini (ma anche per gli adulti) questo aspetto è fondamentale e purtroppo troppo spesso trascurato. Dedichiamo quindi un po’ di tempo per capire quali sono gli strumenti migliori per noi.

  • Scegliere con accuratezza il momento migliore per fare i compiti che è tendenzialmente il primo pomeriggio (dalle 3 in poi): il bimbo ha così tutto il tempo per farli con calma ed ha anche il tempo per giocare. Fare i compiti la sera è molto più faticoso, si impiega il doppio del tempo e spesso si è troppo stanchi per farli bene. Se i genitori lavorano e non possono seguire i figli nel momento dei compiti dovrebbero trovare il tempo al loro rientro per guardare insieme i quaderni, commentare quello che è stato fatto a scuola, mostrarsi sinceramente interessati e incuriositi dalle novità. I bambini raccontano volentieri quello che hanno fatto a scuola ma vorrebbero farlo immediatamente, perciò se si pranza tutti insieme è bello dar loro modo di raccontare la loro mattinata a tutta la famiglia. Interessarsi a quello che studiano, lodarli per i progressi, meravigliarsi per qualcosa che hanno imparato e soprattutto dimostrare con la pratica che quello che si impara a scuola non è fine a se stesso ma serve tutti i giorni.
  • Giochiamo con quanto sta imparando: se ha appena imparato a scrivere perché non chiedergli di fare la lista della spesa insieme a voi ringraziandolo poi per l’aiuto che vi ha dato, se sta imparando a contare fatevi aiutare invece, nel fare i conti di quante persone ci saranno a pranzo. Ancora un modo divertente per ripassare numeri e parole è fare insieme un gioco di quelli in cui si devono unire i puntini, ma anche i giochi di carte sono un buon allenamento per le operazioni aritmetiche (naturalmente giochi adatti ad ogni età specifica del bambino). Tanti altri sono i giochi che si potrebbero inventare per rendere più divertente lo studio. Credo che un po’ tutti si sono ritrovati di fronte al dilemma delle tabelline; potrebbe essere utile (oltre che piacevole per il vostro bambino) preparare tanti foglietti piegati in due, nella parte esterna scriverete l’operazione, in quella interna il risultato. Tutti i foglietti si metteranno in un sacchetto (simile al gioco della tombola) e poi si procederà al sorteggio: ogni volta il bimbo leggerà l’operazione e proverà a dare il risultato che verificherà subito dopo aprendo il foglietto. È sicuramente un metodo meno noioso di imparare le tabelline e soprattutto si aiuta il bambino a non imparare a memoria. Si può variare con il tempo, il metodo (anche per non annoiare) introducendo dei rinforzi positivi qualora il bimbo indovini. Con lo stesso sistema si possono imparare le parole in inglese (all’esterno si può scrivere il termine in italiano e dentro quello in inglese). Per ripassare storia e geografia potrebbe essere stimolante un gioco a quiz, l’ideale sarebbe prepararlo “ad personam”, prendendo spunto dai libri del vostro bimbo. Ci vuole un po’ di tempo, ma il risultato ripaga di tutto. Si potrebbero aggiungere anche gite e visite a musei per far amare ancora di più la storia, la geografia, la cultura ma questo è un qualcosa n più che se riuscite bene, altrimenti non preclude nulla. Come potete bene intuire il ruolo dei genitori è fondamentale nello studio dei propri figli e si può iniziare trasmettendo loro che imparare cose nuove è uno dei giochi più belli e che non è legato solo alla scuola ma a qualunque momento della propria vita.

In sintesi per fare in modo che ci piaccia studiare, è INDISPENSABILE che i genitori in primis la pensino diversamente.

Proviamo ad EVITARE anche di:

  1. Ricordare al proprio figlio (quando sbuffa di fronte ai compiti) che quello è il suo lavoro e che quindi lo deve fare anche se non gli piace;
  2. Dire al proprio figlio che voi avevate più compiti di lui;
  3. Ricordargli che andare a scuola è un dovere e non un piacere;
  4. Lamentarsi di perdere un mucchio di tempo per fargli fare i compiti.

In questo modo la mente del bambino si porrà su un piano completamente diverso e per voi genitori il momento dello studio non sarà più così stressante, ma potrete viverlo come momento di condivisione con il proprio figlio.

Milena C.

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Foto by Lorenzo Tomada

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