L’istinto dei genitori

Written by on 5 agosto 2013 in Genitori digitali - No comments

L’istinto, questo sconosciuto.

Non esiste momento più naturale ed istintivo dell’arrivo di un bimbo nella propria vita.

Invece in questo mondo pieno di oggetti all’apparenza indispensabili e di esperti improvvisati pronti a regalarti la loro perla di saggezza (ovviamente l’esatto contrario di quello che fai tu con il tuo bimbo), ecco che l’istinto fa sempre più fatica ad emergere in noi.

L'istinto

Sono diventata mamma che non avevo nemmeno 24 anni, mi ero laureata da pochi mesi e ho preso insieme al mio fidanzato un piccolo appartamento in affitto (che per me voleva dire uscire finalmente di casa paterna).

Qualche mese prima della nascita della piccola abbiamo iniziato a girare per i negozi per bambini,venivamo letteralmente assaliti da commessi che volevano convincerci dell’assoluta importanza di un passeggino che si apriva in un click (ma come si chiudesse era un mistero) e supertecnologico, col quale io e la mia pargola avremmo potuto affrontare ogni tipo di calamità, oppure di oggetti suonanti, vibranti, dondolanti. Uscivamo sempre più frastornati così decidemmo che avremmo valutato la necessità delle cose alla nascita della bimba.

La gravidanza non l’ho utilizzata come tempo preparatorio e di approfondimento sul mondo del bambino; pensavo non ci fosse molto da sapere e che se eravamo arrivati ai giorni d’oggi non doveva essere così impossibile.

I primi tempi dopo l’arrivo della piccola invece si sono rivelati duri e complicati, non solo per la ricerca di un nuovo equilibrio a tre ma soprattutto per “l’esperienza improvvisata”.

Siamo usciti dall’ospedale con in testa un’unica parola: “ORARI”. Doveva ciucciare ogni tre ore non un minuto in più non uno in meno, poi l’onda di parenti e amici ognuno con la sua verità, per cui non dovevo prendere in braccio la bimba perché altrimenti prendeva il VIZIO, doveva addormentarsi sola, dovevo dare assolutamente il ciuccio, dovevo sterilizzare tutti i vestiti, tutti gli oggetti.
Il risultato fu una bimba piangente per quasi tutto il giorno e io, una mamma isterica.

Un giorno, il giorno, finalmente soli io e il mio fidanzato neo papà, ci siamo guardati e abbiamo deciso di lasciar perdere tutto e tutti, che una bambina piangente e una mamma nervosa non poteva essere la cosa giusta per noi. Eccoci allora ad ascoltare quella piccola vocina che dentro di noi cercava timidamente di farsi spazio.

Abbiamo trovato il nostro equilibrio fatto di “vizi” (e non orari), di amore e di rispetto, di noi che ci siamo sintonizzati alle esigenze della piccola e di un alto contatto fisico con lei.
Ho iniziato a leggere libri sui bimbi e il loro mondo il più vicino al nostro pensiero .

Con queste righe voglio ricordare a noi genitori che dobbiamo imparare ad ascoltarci di più, che anche noi come gli animali abbiamo un istinto dentro noi, quell’istinto che quando diventi madre e padre prova ad uscire prepotente per dirci cosa è meglio per noi e per il nostro bambino, quell’istinto che ha fatto sì che arrivassimo ai giorni nostri senza estinguerci, quell’istinto che non sarà giusto per gli altri ma sarà giusto per noi.
Perché ogni padre e madre dentro di loro sono già competenti come genitori. Devono solo ascoltarsi e riconoscere che quello è il loro cammino.

Daniela
Avegno (GE)

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