Il cestino dei tesori

Written by on 16 luglio 2013 in Educazione - No comments

Anita Liuni, educatrice di nido e comunità infantili e Carmela Tinella (Mela), creativa ed animatrice per bambini, oltre a curare il blog BABIBO, realizzano e conducono laboratori destinati alla fascia d’età 0-10 anni. Di seguito postiamo un loro articolo: buona lettura!

I bambini che possono stare seduti da soli, ma che non sanno ancora camminare, hanno bisogno di una grande varietà di oggetti per impegnare il loro interesse e stimolare lo sviluppo dei sensi e la consapevolezza di quello che stanno facendo.

Si tratta di una fase della crescita, variabile da bambino a bambino, ma collocabile intorno ai 6-12 mesi di vita, in cui il periodo di veglia durante la giornata si allunga e le capacità motorie e cognitive fanno un salto di qualità: lo star seduti da soli consente loro di sperimentare nuovi punti di vista e nuovi affascinanti orizzonti, e il cervello, in risposta al flusso di stimoli provenienti dall’ambiente, si sviluppa attraverso la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto.

L’insoddisfazione che molti bebè a questa età palesano per i giochi che gli adulti propongono loro, spesso limitati e poco interessanti, li portano ad essere “lamentosi”: i genitori non possono ovviamente rivolgere attenzione ai piccoli ventiquattro ore al giorno, ed è per questo che è stato ideato il Cestino dei tesori.

Il Cestino dei tesori è un modo pratico di raccogliere oggetti e renderli utilizzabili per i bebè che stanno seduti: gli oggetti dovrebbero essere fatti dei materiali più diversi, ma non di plastica; ciò significa che essi non possono essere definiti come veri e propri giocattoli.
Basterà rovistare in casa o fare una passeggiata in campagna per trovarne un’infinità: tegami, pigne, borsette di pelle, specchietti con cornice in metallo, cucchiai di legno, pennelli per il trucco, pietre pomici, spugne naturali, sonagli, scatolette di cartone, ecc.

Se ci chiediamo che tipo di stimolo sensoriale offrono questi oggetti, ci ricorderemo che a questa età il tatto e la conoscenza attraverso la bocca sono importanti quanto la vista. A differenza dei giocattoli di plastica, decisamente noiosi sul piano sensoriale, i materiali naturali offrono tutt’altra varietà a livello di sensazioni attraverso bocca, mani, orecchie, naso e occhi.

Ovviamente il Cestino dei tesori dovrebbe essere continuamente rinnovato con l’introduzione di oggetti nuovi, altrimenti l’interazione con materiali vecchi o rotti rischierebbe di diventare improduttiva. La selezione, inoltre, dovrebbe seguire un criterio di sicurezza.
Il cesto, in vimini o in altro materiale, non dovrebbe essere troppo alto, ma dovrebbe consentire al bebè, seduto di fianco con un gomito appoggiato sull’orlo, di poterne afferrare agilmente il contenuto con l’altra mano.

Mentre il bambino esplora il Cestino dei tesori, il ruolo del genitore è quello di dargli sicurezza attraverso la sua presenza attenta, ma non intrusiva. Spesso gli adulti si sentono in obbligo di partecipare attivamente ai giochi dei loro figli, ma in questo caso il ruolo nel gioco appartiene unicamente al bambino.
Il Cestino dei tesori è ideato per i bambini che attraversano la particolare fascia di età in cui la voglia e l’entusiasmo di esplorare e muoversi esplodono, ma le capacità motorie sono ancora in fase di sviluppo; ha inoltre lo scopo di accrescere la capacità di prendere decisioni e di avviarsi verso una graduale autonomia.

Fonte:
Elinor Goldschmied e Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Ranica (Bg), 2011.

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Video by Micah Laaker

Foto in evidenza by Liz

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