L’abitudine al sonno dai primi mesi del bambino: come fare?

Written by on 23 maggio 2013 in Genitori digitali - 2 Comments

“Il neonato trascorre la maggior parte del tempo dormendo”
Con questo incipit comincia il capitolo sul sonno del bambino di uno tra i tanti libri che ho letto in gravidanza per documentarmi.
Ma, ahimè, non è sempre così!

L'abitudine al sonno

Quando dicevano a voi, future mamme, “dormi ora che poi non dormirai più!”, avevano ragione! Ma credevate davvero fosse così faticoso? Soprattutto le prime settimana dopo il parto sono dure… durissime! Almeno per me lo sono state. Ho passato la prima notte dopo il parto a guardare mio figlio dormire… estasiata. Avrei dovuto riposarmi e lasciare l’estasi al risveglio perché per molte altre notti non ho più potuto farlo. Ma questa è un’altra storia…

Il libro continua così: “Se il bambino non ha fame, freddo o qualunque altra esigenza o disagio, dormirà la maggior parte del tempo”.
Ma nemmeno questa è una verità assoluta!
Perciò… Scordatevi regole, espedienti e trucchetti vari.
Seguite il vostro istinto e, come per una ricetta perfetta, mixatelo con un po’ di buon senso e una spolverata di stratagemmi (che comunque variano da bambino a bambino).
A parte le regole di buon senso generali, seguite sempre e comunque le indicazioni per un sonno sicuro che vi ha dato il pediatra!

Solitamente i bambini hanno bisogno di una routine che dà loro sicurezza, soprattutto quando cominciano ad essere più grandicelli e a capire. Iniziare fin dai primi mesi però non può che giovare al piccolo e facilitare voi in seguito.
Per i primissimi giorni è bene sapere che i neonati si sentiranno a proprio agio se ricreerete l’ambiente uterino, ovviamente non facendoli dormire in vasca ma usando un asciugamano o una copertina di cotone morbido, arrotolata e disposta a forma di ferro di cavallo sopra la testa del vostro bimbo in modo che lui non si senta “perso” nella sua culletta ma si senta protetto e avvolto.

Una melodia (di carillon) o un oggetto (pupazzo, coperta, ecc..) sempre presenti al momento del sonno possono dare sicurezza. A questo proposito, durante la gravidanza, prima di addormentarmi, mettevo vicino alla pancia un carillon (che ora è il preferito del mio Giacomo) e lo facevo suonare. A parte sortire un effetto soporifero alla sottoscritta e al marito penso sia servito, dopo la nascita, per rilassarlo e tranquillizzarlo in alcuni momenti e per avviarlo al sonno della notte.

Un libro molto discusso sul tema è “Fate la nanna” di Eduard Estivill (vedi qui il libro).
Da questo libretto, di facile lettura, potrete trarre degli insegnamenti interessanti, l’importante è, come al solito, usare il buon senso.
Alcuni dei suggerimenti riportati, a mio parere, vanno presi con le pinze. Il metodo consiste nell’insegnare al bambino ad addormentarsi autonomamente, notte dopo notte, attraverso un percorso che prevede di lasciarlo piangere per periodi di tempo controllati prima di tornare nella stanzetta (il tempo andrà aumentato gradualmente: prima 3 minuti, poi 5.. e così via). Secondo Estivill bisogna assolutamente ignorare anche le manifestazioni più estreme e non cedere al desiderio di portarlo nel lettone.

Il mio personalissimo parere è: siate flessibili se volete provare ad utilizzare lo stesso metodo. Ricordate che la cosa veramente fondamentale che insegna questo libro è trasmettere sicurezza, tranquillità e nel far sentire il bambino a proprio agio nel suo lettino e nella sua stanzetta. E’ importante che accanto a lui ci siano degli oggetti familiari che lo accompagneranno ad ogni sonno e che prima delle nanne ci sia il tempo per trascorrere dei momenti di calma in cui potrete fargli il bagnetto (se non lo eccita troppo), leggere una favola, coccolarlo e parlargli dolcemente.

In “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg (vedi qui il libro), ho trovato un altro metodo valido, simile al precedente ma più “dolce”. Trovo che quest’ultimo segua con più naturalezza le esigenze del bambino. Se, infatti, il bambino piange a letto è giusto che venga ascoltato e consolato (quando è piccolo i pianti non sono capricci e piangere non gli aprirà i polmoni né gli farà diventare gli occhi belli!) fermo restando che, una volta rassicurato e tranquillizzato, si addormenti da solo nel suo lettino.
L’importante è che il bambino sappia che non ignorate i suoi bisogni e che vi senta presenti, sicuri e sereni. Lo so che non è facile esserlo dopo notti intere in pedi ma, se sentirà anche solo un po’ di ansia, rabbia o sconforto, tutto ciò sortirà l’effetto contrario.

Per quanto riguarda la mia esperienza, ho fatto proprio quello che sto scrivendo a voi: dai vari metodi e dalle esperienze dirette con altre famiglie e bambini che ho accudito negli anni ho preso ciò che mi sembrava più sensato e l’ho applicate con mio figlio. Per ora sta funzionando.

Nei primi 3-6 mesi di vita del bambino vi suggerisco di seguire le esigenze e l’indole del vostro piccolo. Vi assicuro che vi verrà naturale capire cosa fare e quando farlo. 
Ad esempio Giacomo ha dormito in camera nostra, nella sua culletta, fino ai 3 mesi e poi è passato senza problemi al lettino nella sua stanzetta.
Per abituare gradualmente il bambino potreste cominciare a fargli fare i pisolini del giorno nel lettino nella sua cameretta o provare a spostare la culletta nella sua camera per le nanne della notte. Il passaggio sarà più naturale.
Quando il bambino si sentirà completamente sicuro nella sua stanzetta probabilmente comincerà anche a dormire l’intera notte, svegliandosi solo per mangiare.
Per quanto riguarda i pisolini del giorno non credo ci siano un numero di ore giuste di sonno. L’importante è che il bimbo stia bene, sia sereno e che cresca in modo regolare. Solitamente nei primi mesi non c’è sempre un ritmo regolare e tutto dipende molto dall’allattamento ma, con il passare del tempo, arriverà anche la regolarità.

Un bambino più grandicello, verso i 6 mesi, potrebbe aver bisogno di fare un pisolino la mattina e uno o due il pomeriggio della durata di 1 ora o 2 ma anche in questo caso ogni bambino è diverso dall’altro.
Giacomo ha cominciato ad avere dei ritmi più o meno regolari verso il 5 mese. Durante il giorno fa più o meno 3 pisolini da 1 ora circa. Uno la mattina e due il pomeriggio. La notte dorme dalle 8 alle 10 ore. Giacomo si addormenta da solo ma non è sempre facile perché spesso non è così stanco da crollare immediatamente.
Se piange, rientro nella stanza, lo rassicuro, gli rimetto il ciuccio e gli avvicino il suo orsacchiotto preferito (che inevitabilmente nel frattempo è riuscito a lanciare ai piedi del letto!) e, dopo una o due volte, prende sonno.

Ricordate che ci saranno immancabilmente giorni e notti più faticose e difficili delle altre, vostro figlio non è un robot! I cambiamenti possono turbarlo; perciò sappiate che tutto ciò che va a modificare la sua routine (un trasferimento, la ripresa del lavoro della madre, ecc…) lo può rendere particolarmente nervoso. Potrebbe quindi faticare a dormire e svegliarsi più spesso del solito senza apparente motivo.
Siate pazienti! Passerà!

Marta
Concordia Sagittaria (VE)

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Foto by Matteo Bagnoli

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