Cuccioli e bambini in casa

Written by on 11 aprile 2013 in Educazione - No comments

Mamma Martina racconta ad Oltre Tata la sua esperienza: adottare un cucciolo con un bambino in casa!

Da amante del mondo “cinofilo” e delle variopinte razze che lo popolano, meticci compresi, ho sempre avuto accanto a me un cane.
Ognuno di loro mi ha portato un’esperienza diversa, mai uguale ad altre e sempre indimenticabile.

Un cane può essere un amico fedele e un compagno fidato per quasi un quarto della vita di un uomo; lui sa cosa vuol dire voler bene ad un altro essere e se ben educato, lo sa dimostrare al padrone.
Fino a pochi mesi fa, però, non mi ero mai chiesta: l’uomo, a sua volta, sa essere un amico fidato? Sa cosa vuol dire seguire un altro essere vivente per tutta la vita di quest’ultimo?

Pochi mesi fa io e mio figlio, un vivace bambino di quasi 5 anni, siamo andati a convivere con il mio nuovo compagno e un paio di mesi dopo, alla famiglia, si è unito un “coinquilino peloso”.
Si è pensato bene a cosa comportava portare a casa un nuovo componente, soprattutto se questo aveva delle esigenze diverse dalle nostre.
Un cane ha bisogno di cibo, di passeggiate e di corse, di coccole e anche di cure mediche sia costanti che straordinarie.

Se si cerca in internet sono migliaia i cani che ogni anno vengono regalati a Natale, per i compleanni, per dei capricci e quant’altro, e che puntualmente vengono abbandonati appena ci si rende conto dell’impegno che richiedono.
Io, assolutamente, non volevo fare lo stesso errore!

Leggendo in internet ho incontrato numerose volte la frase “Voglio regalare un cucciolo a mio figlio”.
Il cane non è un regalo, ci sono moltissime varianti da valutare prima di prendere una decisione di questo tipo, soprattutto se in casa con il nuovo arrivato ci sarà anche un bambino.

Il mio approccio all’argomento è stato questo “La mia famiglia desidera adottare un cane, sarà un membro della famiglia e interagirà con tutti noi, compreso il mio bambino che ancora è piccolo e non sa cosa vuol dire avere un cane”.
Il mio ruolo sarebbe stato quello di insegnare a mio figlio a rispettare il nostro nuovo amico.

Così un giorno ho letto un annuncio di un cacciatore che regalava uno dei suoi cani, molto probabilmente perché non adatto alla pratica (e mi sono rallegrata del fatto che avesse messo l’annuncio invece di fare come molti altri che abbattono o abbandonano i cani “infruttuosi”).

Così tutti e tre siamo andati a conoscere Jerry, Setter Inglese tricolore di quasi 3 anni, discendente da cani da lavoro campioni a livello nazionale, ma che del cane fiero e di pura razza aveva ben poco, se non nulla.


Non ho mai visto un cane così spaventato e così sottomesso, che si abbassava ad ogni carezza, come se si aspettasse al suo posto uno schiaffo ben assestato.
Lo abbiamo portato a casa con noi per una settimana, per farlo ambientare e non abbiamo avuto dubbi sul fatto che adottarlo sarebbe stata la scelta giusta.
Tengo a precisare che ho fatto la scelta di portare a casa un cane con parecchi problemi comportamentali non solo per buon cuore, ma perché conoscendo i cani, sapevo di poter affrontare dei problemi di quel tipo; ad una famiglia con bambini, che decide per la prima volta nella propria vita di possedere un cane, consiglio di informarsi approfonditamente sul carattere e sulla storia di quest’ultimo, soprattutto se già adulto, e di orientarsi su cani che siano già abituati alla presenza di un bambino, perché la prima persona che dovete tutelare in questa importante scelta è sempre e comunque vostro figlio.

Ora Jerry sembra rinato, non ha quasi più nulla del cane terrorizzato del primo giorno e sta dimostrando tutte le caratteristiche dei Setter Inglesi, cani affettuosissimi, soprattutto coi bambini e fedelissimi alla famiglia.
Jerry passa le sue giornate tra carezze, passeggiate al parco per i “bisognini” (eh si! Anche i cani devono farla) e l’essere l’ombra di mio figlio, che lo chiama il “suo fratellino peloso” e che ogni tanto devo sgridare perché tende a fargli i dispetti o ad essere troppo brusco nelle coccole.
Un bambino che gioca con un cane va sempre controllato, perché i cani, come noi, hanno anche loro le “giornate storte”.

Consiglio a tutte le famiglie con figlio che possono permetterselo, di adottare un “amico peloso”, inizialmente le responsabilità si faranno sentire, ma dopo un po’ si potranno notare tutti i benefici che il bambino troverà nella convivenza e nel confronto, sin dalla tenera età, con un cane.

Studi scientifici hanno dimostrato che i bambini esposti alla presenza di un cane hanno un sistema immunitario più resistente e soffrono meno le allergie.
Ma non basta, il contatto con questo animale domestico stimola i bambini e li rende meno pigri, sedentari e dipendenti dalla tv e dai videogiochi e allo stesso tempo accresce la loro capacità empatica e la voglia di rapportarsi ad un altro essere vivente.
In poche parole, un bambino che cresce con un cane sarà un adulto più responsabile e più paziente.

Prendete dunque questa decisione in un modo ponderato, tenendo conto dei benefici, ma anche delle grandi responsabilità che ne derivano, e non aspettatevi che in casa entri un “inquilino” silenzioso, ma un individuo che porterà gioia, rumori e che ogni mattina, al vostro risveglio, vi troverete davanti in attesa di rendervi felici e di soddisfarvi a suo modo.

Martina

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