La scuola steineriana

Written by on 14 marzo 2013 in Educazione - No comments

E’ difficile per me racchiudere in poche parole la mia esperienza con la scuola steineriana, ma lo faccio molto volentieri. Mi sono avvicinata alla pedagogia quando cercavo un asilo “giusto” per mia figlia. Ricordo di averne girati molti ma nessuno mi convinceva, finché non ho trovato un asiletto ai Castelli Romani immerso nel verde che mi è piaciuto dal primo impatto perché l’ambiente era curato in maniera semplice, con mobili di legno e giocattoli essenziali e poco definiti perché la fantasia del bambino potesse farli vivere come desidera.

Ero molto giovane e mamma single, mia figlia è stata un dono stupendo, inaspettato, non programmato, non avevo letto libri di pedagogia, non mi ero preparata, tutto è avvenuto con mia figlia, di pari passo con lei, scoprendo seguendo e ascoltando secondo me quali erano le sue reali necessità, nel conoscere i suoi ritmi non quelli delle esigenze di una società che spesso impone all’infanzia i suoi tempi e i suoi bisogni.
Infatti, con la scelta della scuola si è come chiuso un cerchio intorno a me: avevo scelto il parto a casa, di curarla con l’omeopatia e seguire un’alimentazione biologica.

Nell’asilo si organizzano ritmicamente nel corso della giornata e della settimana semplici gesti quotidiani, come la cura delle piante o la preparazione del pane; si crea un’atmosfera serena con il gioco, le fiabe, la musica, la pittura ed il movimento: si offrono al bambino il calore e la serenità necessari a nutrire la sua anima. Se ci pensiamo nei primi sette anni della sua vita il bambino impara a camminare, a parlare, a pensare, a dire “io” a se stesso. Senza l’esempio di altri uomini da imitare, il bambino non imparerebbe a crescere nel modo giusto.
Non solo i gesti, ma anche i sentimenti delle persone che il bambino ha intorno a sé vengono assorbiti fino a divenire parte del suo essere: è così che apprende le qualità morali che saranno determinanti per il suo futuro.
In questa fase il bambino va protetto da stimoli troppo intellettuali, ritenuti deleteri, immergendolo in un mondo buono, ricco di fantasia, immagini, gioco e meraviglia.

Dalla I all’ VIII Classe il maestro come autorità amata diventa la porta che si affaccia sul mondo, in una relazione che cambierà insieme ai mutamenti del bambino. Verrà affiancato da altri insegnanti specializzati nelle singole materie.
Compiti principali del maestro di classe sono presentare le lezioni nel modo più vivo e artistico possibile e armonizzare i vari talenti e temperamenti dei ragazzi per creare simpatia, tolleranza, senso sociale. Ogni mattina le prime due ore sono dedicate alle materie principali che vengono trattate continuativamente per più settimane, “a epoche”, per favorire l’approfondimento.
Questo facilita l’introduzione in ogni lezione di altre materie ad essa correlate: drammatizzazione, disegno, poesia, musica…

Dopo una pausa, ci si dedica alle materie che richiedono un ritmo preciso e una pratica costante: attività artistiche, linguistiche, manuali e motorie di cui il maestro di classe può essere sostituito o affiancato dai maestri di materia. Aritmetica e matematica così come l’italiano vengono insegnate per tutto il ciclo scolastico . Dalla IV classe si iniziano a studiare antropologia e zoologia, dalla V botanica, dalla VI geologia e fisica.

Spero di essere riuscita ad esprimere in poche parole che la scuola steineriana non è quell’ ambiente troppo ovattato come molti pensano, anzi il bambino si troverà bene nella vita “reale” e sarà inserito benissimo nelle superiori.
Mia figlia sta frequentando un primo liceo molto impegnativo. Certo, l’approccio è diverso, mia figlia dice “gli insegnanti pensano solo ai voti” ma è piena di risorse che tutto il ciclo le ha trasmesso. Ogni esperienza è personale, io sono stata fortunatissima, ho incontrato persone aperte, scambi profondi con genitori, insegnanti pieni di entusiasmo ed abilità creativa.
I maestri infatti oltre ad un titolo di studio devono intraprendere un cammino personale di conoscenza nell’ambito antroposofico e aver partecipato ad uno specifico corso di formazione della durata di almeno due anni. Questo corso trasmette ai futuri insegnanti l’importanza dell’autoeducazione come esperienza di vita.

Il collegio degli insegnanti, di cui fa parte anche il medico scolastico, è responsabile dell’intero lavoro pedagogico.
La pedagogia Waldorf fu elaborata nel 1919 dal filosofo e scienziato austriaco Rudolf Steiner per i figli degli operai della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria di Stoccarda ed è oggi diffusa in 80 Paesi dei cinque continenti con circa 870 tra scuole, asili e centinaia di migliaia di alunni.
In Italia si contano più di trenta scuole ed un numero più che doppio di Giardini d’infanzia, per un totale di più di 3500 alunni, con una netta concentrazione di presenze al Nord. Solitamente le scuole realizzano il ciclo dalla I all’ VIII classe; esiste una scuola superiore a Milano ed una a Bolzano. Con un gruppo di genitori abbiamo lavorato due anni affinché quest’anno partisse una IX classe a Roma, ma ahimè i tempi non erano ancora maturi, comunque i nostri sforzi non sono stati vani per i ragazzi che verranno dopo.

La scuola Waldorf è gestita da un’associazione culturale senza fini di lucro. A meno che non siano accessibili finanziamenti pubblici, situazione oggi ancora poco frequente in Italia, tutti i costi di gestione devono trovare copertura attraverso le quote scolastiche, donazioni e sponsorizzazioni e altri contributi. Così le scuole Waldorf promuovono all’interno della comunità scolastica la solidarietà economica, per permettere anche ai figli di famiglie poco abbienti di poterle frequentare.
La vita sociale di una scuola Waldorf è un elemento molto importante.
Le occasioni di incontro per lavoro, decisioni, feste, si moltiplicano, e chi lo vuole può trovare un ambito umano in cui il bene superiore dell’educazione dei piccoli aiuta anche i grandi a dare il meglio di sé. Intensi sono anche lo scambio e la collaborazione tra insegnanti e genitori. Si cerca di costruire una scuola in cui i bambini possano trovare le migliori condizioni di crescita.

Avrei molto altro da dire, vi saluto con la speranza di aver acceso la curiosità a chi non conosce la pedagogia steineriana, una forma di “arte educativa” validissima.

Per informazioni  www.janua.it

Erika P.

Iscriviti ad Oltre Tata!

Leave a Comment