Imparare dal web

Written by on 11 marzo 2013 in Educazione - No comments

Non sempre è facile aiutare un bambino nelle sue attività didattiche: ognuno ha un modo diverso di apprendere ed è per questo che bisognerebbe capire insieme al bambino il metodo migliore da utilizzare.
Alice B., babysitter e aiuto compiti a Genova, ci dà il suo punto di vista e ci racconta la sua esperienza per imparare a trovare il metodo giusto!

È già da molti anni ormai che do “ripetizioni” a ragazzi delle medie ed è per questo che mi interesso di educazione e apprendimento. Ancora ho da imparare molto ma grazie alle ricerche che faccio nel mio piccolo, all’esperienza con i bambini e all’osservazione di me stessa nello studio posso dire di aver imparato qualcosa sui metodi di studio e apprendimento, sopratutto per quanto riguarda le lingue.

Parlo di “ripetizioni” tra virgolette perché è una parola che non mi piace molto.
In realtà considero le mie lezioni come un aiuto e non come una ripetizione delle lezioni scolastiche. Spesso i ragazzi sono seguiti anche fuori da scuola perché non sono stati attenti in classe al momento della spiegazione, perché molto vivaci o perché non è facile “acchiapparli” per metterli davanti a un libro a studiare o a esercitarsi dopo la scuola, e non perché non riescono a capire gli argomenti spiegati dai professori.
È importante, secondo me, far capire al ragazzo che non prende lezioni private perché è meno intelligente degli altri compagni. È una cosa che spesso si dà per scontata ma a volte è meglio chiarirla.

Spesso il sistema scolastico italiano non si sofferma ad analizzare insieme agli studenti il metodo migliore per esercitarsi e studiare. Questa è una cosa che ho provato sulla mia pelle.
Ho imparato da sola – ammetto non da molto – qual è il metodo migliore per me di studiare e soprattutto ho imparato che il mio metodo non è uguale ed efficace allo stesso modo per i miei compagni.

Ho notato, ad esempio, che chi ha una buona memoria visiva può essere aiutato dall’utilizzo dell’evidenziatore (io preferisco giallo o al massimo arancione perché gli altri colori coprono il testo) e dall’uso di segni come frecce, elenchi puntati, sottolineature, piccoli disegni di qualsiasi genere per suddividermi il testo in parti più o meno importanti o segnarne altre indispensabili.

E’ il ragazzo che dovrá decidere con quale metodo si trova meglio.
Il metodo, inoltre, varia a seconda di quello che si deve studiare: ad esempio, la matematica richiede l’apprendimento di formule o regole a memoria, la storia e la geografia richiedono l’apprendimento di concetti. In questi due casi l’approccio allo studio sarà diverso.

Altrettanto diverso sarà lo studio delle lingue. Una parte molto importante che spesso porta difficoltà è l’apprendimento della pronuncia. Si tratta di nuovi suoni che spesso portano più problemi ai grandi che hai piccoli.
Mi rivolgo a voi “grandi”: vi siete mai sentiti a disagio nel parlare una lingua straniera?
Probabilmente questo succede perché vi imbarazza mettere la lingua in mezzo ai denti per generare il suono “th” inglese come nella parola “teeth” o di stringere la gola per pronunciare il suono gutturale della “j” spagnola come nella parola “ajo”.

La maggior parte dei bambini che frequentano ancora le scuole elementari sono ancora immuni da questo “blocco”. Forse i ragazzi delle scuole medie ne “soffrono” un po’ di più ma spesso questo imbarazzo è superabile prendendo più confidenza con la materia.
Inoltre vi faccio notare che quando parlate un’altra lingua il tono di voce cambia e il timbro viene recepito dagli altri e da se stessi in modo diverso.
Questo fa parte dell’atteggiamento che si assume nel parlare un’altra lingua e include anche un cambio significativo a livello di utilizzo della bocca, della lingua e della gola, elementi essenziali per poter parlare.

Mi piace utilizzare la parola ‘confidenza’ perché credo possa ben descrivere quello che manca nel rapporto tra l’alunno e la lingua.
Posso introdurre così un altro aspetto importante dell’insegnamento della lingua che bisogna considerare: spesso le lingue straniere sono insegnate senza nessuna connessione con la realtà, senza contesto.

Credo che la cosa giusta da fare durante le lezioni sia puntare al pratico così che il ragazzo possa vedere subito l’utilità della lingua straniera, dove per pratico intendo apprendere parole e strutture grammaticali usate nella vita reale.
Esistono, infatti, delle espressioni imparate dai libri che sono cadute in disuso nella lingua parlata: se parliamo del francese, ad esempio, notiamo che la particella “pas” per la costruzione della negazione, non viene usata dalla maggior parte dei francesi.
Possiamo anche citare la struttura “este-ce que” per costruire una frase interrogativa che non è mai usata al contrario del francese scolastico.

L’inglese insegnato a scuola spesso non va oltre le regole o il lessico di base. La parola “house” si traduce con “casa” ma non è la sola e unica parola che definisce il concetto: esiste la parola “home” che definisce casa in senso figurato come nucleo famigliare, abbiamo “apartment”, “flat”, “dwelling” che è utilizzato per definire più il concetto di abitazione, “building” che definisce l’aspetto strutturale della casa.
L’apprendimento di questo tipo di lessico appena citato, che è quello che gli inglesi veramente usano tutti i giorni, fa la differenza!

Un altro aspetto importante nell’apprendimento della lingua è l’ascolto: il “listening”. Per migliorare questo aspetto, io mi servo del computer dove è possibile guardare video sul web.
Internet è un’enorme videoteca condivisa in tutto il mondo e personalmente mi piace far ascoltare delle canzoni. In questo modo il ragazzo scoprirà come uno strumento usato prevalentemente per il divertimento possa essere un’alternativa o un arricchimento all’usuale metodo di studio.

Inoltre la musica e i suoni aiutano nella memorizzazione.
Perché i nostri ragazzi sanno le loro canzoni preferite a memoria e per i imparare il paradigma dei verbi inglesi bisogna accendere fare una gran fatica?
Se questi processi noiosi si affiancano alla musicalità sarà più facile aiutarli ad apprendere.
Anche per la grammatica si incontrano su internet siti molto utili con la quale fare esercizio.
Per ora, vi consiglio un sito gratuito per esercitrsi in spagnolo (http://www.sflt.ucl.ac.be/gra/ ). Alcuni siti sono a pagamento, altri gratuiti, validi o poco validi: è per questo che la supervisione di un istruttore è fondamentale.
Internet è un enorme risorsa ma va saputa usare!

Alice B.

Foto by woodleywonderworks

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