Come crescono i bambini

Written by on 6 dicembre 2012 in Educazione - No comments

“Essere un bambino non è sempre facile” dice Violetta, babysitter e aiuto compiti a Milano. Proprio lei, oggi ci parla della crescita dei bambini!

Ci sono moltissime cose riguardo al mondo che i bambini devono imparare. Imparare tutto il linguaggio, per esempio, è un lavoro colossale: difficilmente, da adulti, sapremo imparare un’altra lingua così bene.
All’inizio, bambini non conoscono le regole del mondo così affrontano ogni cosa ingenuamente.Per esempio, un gioco universale che si fa con i bambini è coprirsi il viso con le mani e poi aprirle a finestrella e dirgli: Cucù! o qualcosa del genere. I bambini piccoli rimangono stupiti perché, nella loro logica, se non vedono una cosa, quella non c’è. Con il tempo si impara a ricordare che le cose continuano ad esistere anche quando sono fuori dalla propria visuale. Ovvero: al papà non scompare la faccia, è solo nascosta.

E’ una buona abitudine intrattenere i bambini piccoli con giochi di questo genere. In questo modo si incuriosiscono, vengono stimolati, imparano a pensare a ciò che accade oltre a loro e vi risponderanno più velocemente.
Poi, quando impara cos’è un cane, tutti i cani saranno quel cane. Per esempio, se il cane di famiglia è il bassotto Fido tutti gli altri cani vengono salutati “Ciao Fido”. Non contempla che esistano altri cani al mondo se non il suo. Questo è davvero dolce, ricorda la storia del Piccolo Principe. In breve, non ha ancora imparato a tenere presente punti di vista diversi dal suo. I loro ragionamenti sono intuitivi e per associazioni.

Accorgersi di non essere gli unici al mondo causerà un po’ di sconforto e da qui i capricci. Così, nell’educazione, i bambini attorno ai cinque – sei anni non vanno caricati di spiegazioni complesse e astratte. Un modo efficace di comunicare con loro sono piuttosto gli esempi e le storie: in questo momento sono dei grandi osservatori e imparano attraverso l’imitazione. Quando deve imparare qualcosa, fategli vedere come si fa invece di spiegargliela. Con il tempo imparerà a generalizzare.

A scuola, accanto agli impegni didattici, i bambini incominciano a vivere da soli il mondo. Da un lato rende conto a maestri e autorità, come a casa con i genitori e gli altri adulti. Dall’altro rende conto al gruppo di coetanei che lo circonda: impara le regole di un gruppo, i ruoli, i caratteri, le prime sfide e competizioni, le amicizie, qualcuno già alle elementari si innamora. Amici e amori saranno degli argomenti che diventeranno sempre più importanti con il passare dell’età. Facendo il loro ingresso all’asilo i bambini iniziano ad imparare come ci si comporta nella società e con i suoi vari membri.

Così, quando si controllano i compiti, è bene ascoltare qualcosa anche su come è andata in classe. In altre parole, oltre ai voti di grammatica e matematica, è bene farsi un’idea se si trova bene con i compagni, chi sono i suoi amici e quelli che gli danno filo da torcere, se è timido, un chiacchierone, un esuberante.

Infine, ogni genitore stabilisce delle regole e si occupa che vengano seguite. Allo stesso modo ogni bambino pone delle condizioni a chi si occupa di lui, alcune sono universali e imprescindibili, altre sono uniche per ognuno. Conoscere il proprio bambino è il modo migliore per capire le condizioni che lo aiuteranno a fiorire al meglio. Stare con lui significa imparare come risponde, cosa vede, che sensazioni prova: questo aiuta a dare un indirizzo pratico alle aspettative e a scegliere le occasioni.

Violetta

Foto by DenisDenis

 

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