Affrontare le crisi di nervi

Written by on 15 ottobre 2012 in Educazione - 2 Comments

Il bambino sta giocando tranquillamente, ride, è calmo e all’improvviso, per qualche ignota ragione cambia d’umore, si comporta in maniera aggressiva, urla o scaglia oggetti intorno.
A molti sarà capitato di avere a che fare con bambini in preda a scatti d’ira, o più comunemente chiamati capricci.
Di solito queste situazioni si risolvono in pochi minuti, ma a volte possono andare avanti più a lungo.
Ma da cosa sono causate queste crisi di nervi? Come comportarsi?

I bambini hanno una loro sensibilità, un loro modo di vedere le cose, un loro modo di agire e ognuno di loro ha più difficoltà, rispetto ad un adulto, ad esprimere le proprie delusioni o la propria rabbia attraverso le parole.
Gli scatti d’ira sono particolarmente comuni nei bambini dopo i due anni di età, ma ciò non toglie che si possano verificare anche prima!

Gli scatti d’ira possono essere causati da diversi fattori:
- la stanchezza, la noia e la fame;
- la rabbia nei confronti di qualcosa o di qualcuno che impedisce ai bambini di fare ciò che vogliono;
- mancanza di attenzione da parte di qualcuno;
- imitazione di chi gli sta vicino: i bambini tendono ad imitare ciò che li circonda.

Non esistono delle regole generali per affrontare queste situazioni: ogni caso è diverso dall’altro, ogni bambino ha una personalità diversa e un modo diverso di affrontare le situazioni e gli adulti.
Facendo delle ricerche e domandando in giro qua e là, le risposta dei genitori riguardo il modo di affrontare i capricci dei bambini sono diverse:

  1. alcuni genitori sostengono che i capricci dei bambini si possono “prevenire”. In caso non fosse possibile, occorre comunque mantenere la calma: si può provare a rassicurare il bambino abbracciandolo o parlandogli cercando di abbassarsi all’altezza del suo volto;
  2. altri genitori sostengono che è importante comprendere e accettare la rabbia e il disappunto dei bambini: ciò che a noi può sembrare un capriccio, per loro potrebbe avere un’ importanza fondamentale. Per questo non bisogna mai sottovalutare le loro manifestazioni di disagio ma accettarle e comprenderle. Ad esempio, quando si accompagnano i bambini all’asilo e loro non vi vogliono lasciare, invece di sgridarli bisognerebbe dargli ragione: “hai ragione, lo capisco che vuoi stare con me, anche io vorrei stare con te, ma devo andare a lavorare”;
  3. quanto alle punizioni e agli sculaccioni, ci sono dati ben precisi provenienti dalla ricerca di Save The Children su “I metodi educativi e il ricorso a punizioni fisiche”. Secondo molti genitori, dare uno schiaffo una volta ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno e per alcuni di essi può avere un effetto benefico per renderli adulti educati.

Delle ricerche americane ci dicono che il modo più veloce per superare la rabbia è quello di non fare nulla, anche se non sempre è facile!
Bisognerebbe scoprire una chiave di lettura per distinguere i capricci ordinari dai campanelli d’allarme di eventuali disturbi.
Secondo Michael Potegal, neuropsicologo pediatrico presso l’Università del Minnesota “Una volta passato il peggio il bambino rimane in uno stato di tristezza ed è quindi più disposto a essere consolato”.
“Quando i bambini sono nel pieno dello scoppio d’ira fargli domande è forse il comportamento più sbagliato”, ha concluso lo studioso. “A quell’età è difficile processare le informazioni. E il fatto di dover rispondere a una domanda del genitore verosimilmente non fa altro che aggiungere più informazioni a un quadro che davvero li sta mettendo in difficoltà”.

E’ importante, quindi, ricordare che l’unica “arma” utile per affrontare capricci, rabbia e nervosismo dei bambini è la calma.

Foto by mdanys

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