Ecco cos’è il metodo educativo Montessori

Written by on 19 settembre 2012 in Educazione - 11 Comments

Spesso mi capita di leggere annunci di genitori o profili di educatrici che fanno rifermento al metodo educativo Montessori.
Ma sapete tutti di cosa si tratta?
Per chi ne vuole sapere di più, c’è Annalisa che oggi ci spiegherà in dettaglio in cosa consiste questo metodo educativo!

 L’idea alla base del metodo rivoluzionario di Maria Montessori è che il bambino vada lasciato libero di esplorare il suo mondo, con la certezza che ci sia un impulso imperscrutabile in lui che lo spinge verso l’apprendimento. In questo senso, la curiosità del bambino è il vero motore dell’apprendimento che, se lasciato “girare” senza interferenze, porterà il bambino a sviluppare al massimo tutto lo spettro delle proprie capacità e a conquistare il mondo con la forza della sua intelligenza.

E’ necessario intervenire intenzionalmente sulla predisposizione e strutturazione dell’ambiente educativo che deve essere scientificamente organizzato e preparato ad accogliere i bambini, sulla scelta e utilizzazione del materiale di sviluppo, sulla ridefinizione del ruolo e della funzione dell’educatore.

E’ l’ambiente, quindi, il primo elemento a rivestire per la Montessori un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la crescita dei bimbi.
La “casa dei bambini”, così viene definita la scuola dalla Montessori, perché simile all’ambiente di vita naturale del bambino, deve essere organizzata in modo tale da suscitare interesse nei bambini e venire incontro al desiderio e al bisogno di movimento, di scoperta e di esplorazione autonoma dei bambini. Questi cioè debbono avere la possibilità di venire direttamente in possesso degli oggetti e dei materiali di cui, in quel particolare momento, sentono il bisogno, prelevandoli da tavoli, da armadi, da scaffali che siano “alla loro portata” e che non li costringano a ricorrere all’aiuto dell’educatore.
Qui il bambino non incontra più ostacoli di ordine strutturale che possano in qualche modo inibire il suo naturale sviluppo senza essere vincolato alla disponibilità e ai voleri, spesso estemporanei e casuali, dell’insegnante.
Gli arredi devono essere pensati e studiati tenendo conto dell’età e della corporatura dei piccoli, costruiti all’insegna della leggerezza in modo che, proprio a causa della loro fragilità, rivelino un utilizzo sbagliato o mancanza di rispetto da parte di coloro che ne fanno regolarmente uso (per questo motivo, nelle scuole montessoriane vengono utilizzati piatti di ceramica, bicchieri di vetro, soprammobili fragili: i bambini sono, in questo modo, invitati a coordinare i movimenti con esercizi quotidiani di autocontrollo, autocorrezione e prudenza).

L’organizzazione dell’ambiente accompagna il bambino ad acquistare coscienza delle proprie capacità, a scoprire via via l’uso delle sue mani (la mano per la Montessori è l’organo dell’intelligenza), a rassicurare la deambulazione, a diventare perciò sempre più indipendente.
I campi di interesse sono rivolti principalmente alle “attività di vita pratica” legate alla cura della persona e alla cura dell’ambiente: lavarsi, vestirsi, allacciare, spolverare, travasare, stirare, lavare, sbucciare, spremere, trasportare, apparecchiare… il bambino perfeziona l’esperienza sensoriale facendo “ordine” nelle proprie scoperte, usando i materiali predisposti a questo scopo. Egli può scegliere liberamente le attività che sono sempre a sua disposizione, collocate alla sua altezza e che dovrà riordinare dopo l’uso.
Il bambino vuole fare da solo, perciò le attività sono individuali e rispettano tempi, modalità e ritmi di ciascuno. Durante la giornata ci sono anche momenti di gruppo: quando si pranza, quando si cantano canzoncine o si ascolta un racconto della maestra o si chiacchera insieme, quando si gioca in giardino o in palestra e quando, stanchi, si va tutti a nanna!
I bambini, piccoli o grandi, hanno libertà di scelta delle attività in un ambiente sempre accuratamente preparato e imparano ad assumersi le responsabilità del riordino degli oggetti usati e il rispetto per il lavoro dei compagni. La libertà ha confini precisi, chiari e uguali per tutti. Ogni bambino viene trattato con riguardo: a nessuno sono consentite la sopraffazione o la violenza. Rispetto è anche non interrompere il lavoro di un altro, non toglierlo dalle mani, non sciuparlo.
Rispetto è non giudicare, non imporre ed è soprattutto dall’atteggiamento degli adulti verso di lui che il bambino assorbe un comportamento sociale accettabile.
Il bambino è invitato a mantenere l’ordine dell’ambiente, a non sciupare il lavoro del compagno, a rispettare le scelte e i ritmi degli altri, perchè interiorizzi a poco a poco che la libertà ha confini precisi, e deve avere come limite I’interesse collettivo.

Nel metodo montessoriano l’educatore assume una funzione di gran lunga più alta di quella tradizionale. All’insegnante che controlla, dirige, condiziona pesantemente i tempi, i ritmi e i desideri di apprendimento del bambino, ricorrendo con estrema facilità e naturalezza all’arma dei premi e dei castighi, la Montessori oppone un docente che svolge con estrema competenza un ruolo di mediazione tra il bambino e l’ambiente educativo, aiutandolo, sostenendolo e consigliandolo, ma mai imponendosi e sostituendosi a lui. L’educatore quindi ha il compito importante di preparare l’ambiente e successivamente di presentare il materiale che verrà messo a disposizione dei bambini.

Se dunque il ruolo di protagonista, in questa rinnovata organizzazione scolastica, spetta al bambino, l’insegnante non è tuttavia una figura “assente”: pur rispettando e adeguandosi, nel suo progetto formativo, a quello che è l’autonomo itinerario di sviluppo evolutivo del bambino, suo compito qualificante e impegnativo è quello di seguire seriamente e scientificamente il dispiegarsi dello sviluppo infantile.

Educare, per ogni maestra montessoriana, deve significare aiutare i bambini a divenire consapevoli del dono che già possiedono e a svilupparlo durante il corso della loro vita. L’educazione è un’educazione per la vita: è il diventare consapevoli di noi stessi, del posto che occupiamo fra tutte le cose che ci circondano, nella società e nell’universo intero.
L’intervento educativo della maestra, dunque, è tutt’altro che diretto: è più passivo che attivo; è un orientamento tra diverse possibilità; è una figura sempre pronta a fungere da ascoltatore, da osservatore e da stimolo discreto. L’educatore deve saper cogliere il giusto momento per intervenire con pazienza e umiltà senza sostituirsi al bambino (compito molto difficile per gli adulti, genitori ed educatori, che si sostituiscono sempre quando il bambino non riesce in qualcosa). La maestra non insegna al bambino la sua verità, non cerca di travasare in lui la il suo sapere ma dirige (viene, infatti, chiamata direttrice ) le attività del bambino, quella attività che gli permettono di sviluppare il suo spirito in modo libero di liberare le sue immense energie, e potenzialità che la società e la scuola tradizionale invece comprimono implacabilmente.

All’interno della didattica montessoriana assume un ruolo fondamentale il materiale di sviluppo.Il grande lavoro e l’impegno che Maria Montessori ha dedicato alla creazione del materiale di sviluppo, è facilmente comprensibile se si coglie l’elevato scopo che il materiale riveste: esso, infatti, attraverso l’educazione dei sensi, “fornisce una solida base allo sviluppo dell’intelligenza” e costituisce per il bambino una “esatta guida scientifica” per la sua attività di organizzazione e classificazione dei contenuti di esperienza.
Per concludere “Aiutami a fare da me!” è un aforisma che riassume l’intero metodo di Maria Montessori.

AIUTAMI
È la richiesta di aiuto che ogni bambino rivolge agli adulti o ai più grandi. Vuol dire “ho bisogno di te”, perché da soli non si può vivere, né tanto meno ci si può educare.

A FARE
Se faccio, capisco. Nessuno può apprendere al mio posto, nessuno può essere libero, autonomo, intelligente al mio posto.

DA SOLO
Il vero fine dell’educazione è il bambino, l’adulto è al suo fianco. Apprendere è un verbo attivo, ogni aiuto inutile è un ostacolo allo sviluppo.
Le osservazioni di Maria Montessori, così attente, acute e prolungate nel tempo, hanno messo in luce come il bambino, fin dalla nascita, attivi naturalmente e spontaneamente un processo di sviluppo che si manifesta secondo percorsi graduali e differenti per ognuno nei tempi e nei modi.

Aiutami a fare da solo”: è l’esortazione che ogni bambino espone silenziosamente agli adulti, da sempre. Richiama gli educatori a non interferire con impazienza nello sviluppo dei bambini, a non sovrapporre la nostra domanda al loro personale percorso maturativo ma a fornire ai bambini gli aiuti opportuni, nei tempi opportuni, come risposta ai continui e differenti bisogni: i bambini imparano da soli. Un impulso vitale naturale spinge infatti il bambino ad agire per conoscere ed apprendere attraverso la personale esperienza.

Annalisa

Foto by stevendepolo

11 Comments on "Ecco cos’è il metodo educativo Montessori"

  1. Erica 19 settembre 2012 alle 11:43 · Rispondi

    Articolo chiaro e esaustivo, grazie.

  2. piumini moncler torino 2 ottobre 2013 alle 09:11 · Rispondi

    . Bel post , grazie per la condivisione

  3. Floriana 11 ottobre 2013 alle 18:15 · Rispondi

    Veramente un articolo chiaro e completo!!

  4. Lucia 6 novembre 2013 alle 15:22 · Rispondi

    ciao a tutti, volevo sapere delle cose sul metodo montessori da poter fare a casa con mio figlio, visto che frequenta una scuola montessoriana, in modo da poterlo stimolare il più possibile anche a casa. Grazie

  5. mariso candia 5 dicembre 2013 alle 00:18 · Rispondi

    Grazie, è molto chiaro

  6. roberto 13 gennaio 2014 alle 00:46 · Rispondi

    Chiaro

  7. Daniele 9 febbraio 2014 alle 02:32 · Rispondi

    Ciao Annalisa,
    Bel post, molto chiaro e convincente. Tanto dal pensare di scriverti personalmente per approfondire e condividere con te alcuni dubbi di cui vorrei fare chiarezza….. Vorrei si, ma ti devo pagare per parlarti?
    Resto un po’ deluso, mi chiedo quale sia veramente la tua, anzi la vostra mission. Non farò il moralista o finto tale, ma mi avevi convinto però ti sei rovinata all’atto concreto. Uno specchio per le allodole? Forse si.

  8. luigi 17 marzo 2014 alle 13:43 · Rispondi

    salve, siccome mi sono incuriosito a questo nuovo metodo educativo, volevo esporre qui i miei dubbi. partendo dal fatto che subito mi ha affascinato e ha ottenuto a mio parere grande approvazione, mi sono poi soffermato un attimo e razionalizzando su quanto ho letto qui e su quanto ho letto su wikipedia mi sono sorte varie osservazioni ed interrogativi.

    sarei grato a tutti quelli che vorranno rispondermi, se mi potessero chiarire quanto segue:

    E se più bambini vogliono quel materiale in contemporanea, il carattere più aggressivo di uno potrebbe trionfare su quello remissivo dell’altro, oppure se entrambi sono dominanti potrebbero andare in conflitto. L’insegnante interverrebbe a dirimere la contesa, ma ciò influenzerebbe il senso morale del bambino, è giusto che la cosa venga risolta in questo modo?

    Un ambiente senza ostacoli non comunicherebbe un modo l’idea distorta al bambino che il mondo è sempre pronto ad assecondare i loro bisogni? Non è meglio che vi siano ostacoli ma anche risorse perché il bambino con l’intelletto le identifichi, e le usi per aggirarli?

    Se non riordina le cose dopo averle prese, ci pensa l’insegnante a farglielo apprendere?
    Come affrontare bambini irrequieti e indisciplinati o che sono aggressivi con gli altri?

    Noto che ci sofferma soprattutto sul metodo pratico e in particolare sul vivere il quotidiano, come se il bambino fosse già un adulto che deve amministrare casa sua, una casa a misura di bimbo ovviamente.

    Ma l’insegnamento di materie teoriche ecc. che sicuramente verrà perseguito più avanti, come viene affrontato, cosa si insegna al bambino, le classiche come italiano, storia, matematica, ecc.?
    si insegna anche educazione civica?
    Come cambia il metodo di insegnamento rispetto a quello tradizionale?

    Chi decide quali sono i parametri degni d’essere chiamati scientifici per approntare l’ambiente del bambino? Intendo dire per esempio perché quel gioco e non quell’altro?
    Quali sono questi parametri scientifici?

    L’eccessivo individualismo non si oppone allo sviluppo di quella capacità di lavorare in squadra, di aiutarsi sempre nel momento del bisogno, e di creare così future società cooperative e solidali, al contrario del modello attuale che prevede competizione, egoismo, indifferenza verso gli altri, cinismo, ecc.?

    grazie, Luigi

  9. Francesca Ungaro 23 marzo 2014 alle 17:02 · Rispondi

    Lasciare ai bambini il tempo e lo spazio, soprattutto la gioia, di essere bambini è necessario.
    Nella mia esperienza clinica di psicologa, so bene che le persone che non sono riuscite a vivere in completezza ed armonia la loro infanzia, diventano spesso adolescenti instabili.
    E a loro volta, gli adolescenti instabili si trasformano in adulti con piccoli-grandi vuoti dentro di sé.

    Sosteniamo e difendiamo, quindi, quell’ambiente educativo che sia accogliente, protettivo e libero al tempo stesso.

    Un ottimo articolo!

  10. luigi 18 aprile 2014 alle 10:55 · Rispondi

    avrei avuto molto piacere nell’avere risposta alle domande che ho posto.

    spero ancora di riceverla.

    buona giornata,

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