SIDS: cos’è e come ridurre il rischio

Written by on 14 giugno 2012 in Educazione - No comments

Oggi Cristina ci parla di un argomento tanto delicato quanto importante: la SIDS.
Spesso, la mancanza di informazione è alla base del senso di colpa. Risulta fondamentale, quindi, una corretta e precisa informazione per superare questo tipo di sofferenza.
Cos’è la SIDS? Come ridurne il rischio e come aiutare i genitori che si trovano ad affrontare una tale sofferenza?

La SIDS (Sudden Infant Death Syndrome ovvero Sindrome della morte improvvisa del lattante) è la morte improvvisa e inaspettata di un bambino apparentemente sano, che rimane non spiegata anche dopo l’esecuzione di un adeguato esame post mortem. La SIDS rappresenta la prima causa di mortalità nella fascia di età da 1 ai 12 mesi di vita, è più frequente tra i due e i quattro mesi e nel 60% dei casi si tratta di maschietti. Non c’è nessuna situazione o posizione che aumenta la probabilità che avvenga, i casi di SIDS finora si sono verificati sia di giorno che di notte, sia in culla che nel passeggino, sia nel seggiolino della macchina che in braccio ai genitori.

LA CAUSA?
La causa è sconosciuta, anche se ci sono diverse teorie: Numerosi studi condotti a livello internazionale fanno pensare che più fattori possano determinare questo tragico evento, tra questi, è ritenuto responsabile un complesso difetto del controllo involontario del respiro durante il sonno. Sfortunatamente, questa alterazione molto insidiosa e al contempo transitoria, perché limitata solo ai primi mesi di vita, non è attualmente evidenziabile con test di screening applicabili su larga scala. Non si possono considerare anche cause fisiche o ambientali perchè la SIDS si verifica in bambini quasi sempre robusti e sani e accuditi con la massima cura dai genitori più affettuosi.

SINTOMI
Non sono riscontrabili dei sintomi. I bambini che muoiono di SIDS non sembrano soffrire per qualche forma di dolore o mostrare evidenze fisiche. Semplicemente il cuore smette di battere e loro è come se si addormentassero.

COMPORTAMENTI CHE RIDUCONO IL RISCHIO DI SIDS
La ricerca scientifica ha consentito di individuare alcuni fattori di rischio e, di conseguenza, quei comportamenti che, negli ultimi anni, hanno consentito di ridurre drasticamente l’incidenza di questa sindrome:

  • Nanna sicura: la posizione più idonea per dormire è quella sulla schiena, su materasso rigido e senza cuscino, è inoltre importante che il bambino dorma nella stessa stanza ma non nello stesso letto dei genitori.
  • Non esponetelo al fumo: durante la gravidanza e dopo la nascita, è bene che nè la mamma nè nessuno in casa fumi e quindi che il bambino non sosti in ambienti dove si fuma.
  • Fresco è meglio: non copritelo troppo, non avvolgetelo stretto nelle coperte, tenetelo lontano da fonti di calore: la temperatura ideale è di 18-20 °C, se ha la febbre può aver bisogno di essere coperto di meno, mai di più.
  • Il succhiotto: l’uso del succhiotto può ridurre il rischio ed è tuttavia importante introdurlo dopo il primo mese di vita, non forzare se il bambino lo rifiuta, se lo perde non va reintrodotto.
  • Elettrocardiogramma: dall’ECG si può osservare l’intervallo “QT” poichè un suo prolungamento è un’alterazione associata ad un aumento del rischio di SIDS. E’ un esame che però fa effettuato dopo la terza settimana di vita.
  • Allattare al seno: E’ stato dimostrato che una immunizzazione corretta riduce il rischio di SIDS.

COME AIUTARE I GENITORI CHE AFFRONTANO UNA MORTE PER SIDS
I genitori che hanno perso un figlio per SIDS hanno bisogno di un sostegno emotivo soprattutto perché l’assenza di cause evidenti e certe li porta a soffrire di sensi di colpa irrazionali. Questo tipo di sofferenza ha un carattere particolare: è un evento vissuto dai genitori e dai familiari come inatteso poiché non ci sono segni di allarme o di pericolo, prima che esso accada, inspiegabile poiché non c’è una relazione causa effetto che la renda comprensibile, nè un motivo clinico o genetico, inaccettabile perché diventa quindi un evento psicologicamente e umanamente inaccettabile. Una paralisi psicologica che può durare a lungo e impedire la ripresa di una vita normale.

La diffusione di informazioni precise ed esaurienti sul fenomeno SIDS è di particolare importanza perché alla base dei sensi di colpa c’è spesso l’assenza di informazioni che, associata ad una morte senza ragione, induce a ricercare una colpa in se stessi, a pensare di aver sbagliato qualcosa, di non aver protetto abbastanza il bambino e di avere la responsabilità della sua morte. Un senso di responsabilità che qualche volta diventa un’ossessione che rende difficile vivere. In un dolore così grande si perde di vista che la SIDS non è provocata da nessuno ed è quindi essenziale rassicurare i genitori su questo. Un’informazione più diffusa e precisa possibile sulla morte improvvisa dei bambini diventa quindi assolutamente necessaria.

Una non allarmistica ma corretta informazione, senza ulteriore aiuto ed assistenza, però non basta: anche quando si comprende che non esiste una colpa, si arriva comunque a pensare che sarebbe stato possibile in qualche modo interrompere la catena di eventi mortali, che se si fossero cambiati programmi non si sarebbe imboccato il sentiero che ha portato il bambino alla morte. Sono tutti meccanismi comprensibili e da mettere in conto, è difficile sfuggire al senso di colpa ed è per questo che risulta necessario un aiuto specifico di tipo psicologico, che tenga conto di questa particolare situazione di disagio dei genitori e delle famiglie colpite da una perdita SIDS.

Alcune persone possono aver bisogno di parlare, di rivivere l’evento, altri possono chiudersi in se stessi e apparire inaccessibili, altri possono avere un aiuto parlando di ciò che provano con qualcuno della famiglia, medici, assistenti sociali, ostetriche, sacerdoti. Molti genitori e nonni trovano infatti conforto e aiuto nel parlare con qualcun altro che abbia subìto la stessa esperienza di perdita e di solito si accorgono che ciò diminuisce il loro senso di colpa.

A CHI RIVOLGERSI?
Ospedali, ASL e strutture pubbliche, come anche le associazioni private sono tutte sensibili all’importanza della tematica dell’informazione sulla Sids. Un aiuto nello specifico si può ottenere dalla “SEMI PER LA SIDS“, un’associazione che ha l’impegno prioritario di prevenire informando ed anche in tempi rapidi le colpite da questo terribile lutto fornendo le indicazioni utili affinchè al dolore di una morte improvvisa e inspiegabile non si aggiunga anche una devastante sensazione di colpa e di responsabilità nel periodo successivo alla morte del bambino.

Un aiuto ed un sostegno psicologico duraturi, che non si interrompono qualche settimana dopo il decesso ma continuano sino a che l’elaborazione del lutto abbia avuto il suo corso. Le famiglie che desiderino avere un altro figlio, sono inoltre sostenute dall’Associazione durante il primo anno di vita del neonato con un adeguato programma che prevede, tra l’altro, l’utilizzazione di monitor cardiorespiratori a domicilio (per i fratellini il rischio di SIDS è più alto di circa 5 volte).

Sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, come anche per offrire supporto a chiunque ne senta il bisogno.

Dr. Cristina C.
Ringrazio la Dott.ssa Francesca Romana Rodi per la collaborazione nella stesura

Foto by o5com

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