E se arriva la nuova “nanny”?

Written by on 28 maggio 2012 in Educazione - 5 Comments

Oggi Claudia ci racconta un’esperienza particolare: quella della tata all’estero. Non tutti sanno, infatti, che il ruolo della tata è diverso da paese a paese. In questo caso parliamo di Londra, dove le tate si occupano dei bambini a tempo pieno ed entrano a far parte della famiglia a tutti gli effetti. Leggete l’articolo e diteci cosa ne pensate del ruolo della tata in Italia e…all’estero!

Cosa pensate se dico Mary Poppins???? Sicuramente a tutte verrà in mente il celebre film della Walt Disney e la fantastica, in tutti i sensi, tata che i figli del Signor Banks avevano…a me oltre quello viene in mente il numero 17 di viale dei ciliegi e….Londra!!!!

Qualche anno fa, dopo una vita passata in Sardegna, per una serie di circostanze decido di partire per Londra. Date le mie esperienze passate di babysitting, mi viene in mente di aiutarmi economicamente facendo la ragazza alla pari. Detto fatto, dopo qualche tempo entro in contatto con una famiglia con madre italiana, che è pronta ad accettarmi in casa loro per fare da sorella maggiore ai loro figli di 4 e 6 anni. Finalmente parto!

All’inizio, i bambini sono stati un po’ difficili da conquistare perché avevano sempre avuto la stessa “nanny” (così si chiamano le tate in inglese) 24h su 24. Quindi, il fatto che lei se ne fosse andata lasciando il posto a me, una sconosciuta, non l’avevano presa bene. Però, pian piano, pianto dopo pianto per la perdita dell’adorata “nanny”, coccole dopo coccole, sono riuscita ad avere la loro fiducia e il loro amore.

Dopo pochi mesi io ero l’unica che chiamassero per qualsiasi cosa. Eh si, perché dovete sapere che fare la tata a Londra non è come farla in Italia: entri completamente a far parte della famiglia, soprattutto se vivi con loro. Per gli inglesi, la tata è essenziale per la crescita dei bambini. Quasi tutti ne hanno una e non riescono a stare senza. Il tempo che la tata passa con i bambini non è di sole 2 o 3 ore al giorno, ma minimo 10… e vi assicuro che spesso sono anche di più!

Chiaramente anche il rapporto che si instaura con i bambini è diverso: la tata diventa la loro sorella maggiore, colei che si occupa di colazione, pranzo (se non vanno a scuola), merende e cena, li porta e li riprende da scuola, parla con gli insegnanti, li aiuta con i compiti, li porta e li riprende dalle varie attività, dice loro di no quando al supermercato vogliono le caramelle, organizza incontri di gioco con gli amici e i compagni, li accomapgna al museo, li lava e infine li mette a letto; momento in cui arrivano i genitori a raccontargli una bella storia e a dargli il bacio della buonanotte. E’ una bella sensazione, perchè i bambini riconoscono la tua autorità e i genitori ti riconoscono il lavoro che svolgi, sia a livello di retribuzione, sia a livello affettivo. Entri davvero a far parte della famiglia, infatti quando magari per esigenze personali o lavorative devi lasciarli, è veramente triste!!!!

La cosa bella nell’essere tata a Londra sta proprio nel fatto che, occupandoti dei bambini tutto il giorno, ed essendo sempre con loro, le altre persone hanno la possibilità di osservarti, di vedere come ti comporti con i bambini e come ti relazioni con loro. Spesso sono i genitori o proprio le tate ad avvicinarsi a te e a chiederti se hai disponibilità per lavorare. Un’altra cosa bella è che tutte le famiglie lasciano delle referenze e ti chiedono CRB check e a volte il primo soccorso. Se non hai questi ultimi due, sono loro che te li pagano e te li fanno fare. E’ stata sicuramente un’esperienza che mi ha dato tanto, innanzitutto perché mi ha fatto scoprire una cultura nuova e poi mi ha fatto cambiare l’idea di come svolgere questo bellissimo lavoro.

All’inizio mi sono trovata un po’ spiazzata perché, abituata ai genitori super presenti italiani (e soprattutto sardi), sembra quasi che i genitori inglesi non si interessino ai propri figli. Invece, vivendo lì, mi sono resa conto che è diverso il tipo di rapporto che hanno in famiglia: i genitori tendono a farli crescere per conto loro. Vogliono abituarli a non soffrire troppo per i distacchi, motivo per cui, a volte, tendono a cambiare spesso la tata o a non farsi tanti problemi se le tate vanno via. Però non gli si può negare che quando sono a casa o liberi dal lavoro passano tutto il tempo a disposizione con i figli e soprattutto tendono a prendere le ferie in concomitanza (per quanto possibile) con le vacanze scolastiche, in modo da poter passare più tempo con i figli, portarli via a fare qualche viaggio etc.

A livello personale, questa esperienza mi ha insegnato che il rapporto tra genitori e figli, non è lo stesso in tutto il mondo. Noi italiane veniamo considerate troppo apprensive e presenti (anche come tate). Le mamme inglesi sono più permissive e sembrano preoccuparsi meno. Però oggi posso dire che, anche se il mio essere italiana è evidente, riesco a pensare un pò più all’inglese. Nella gestione dei bambini, infatti, sono rimasta molto legata alle loro abitudini, anche se a volte qui è difficile applicarle.

Mi piace molto il loro senso dell’amicizia nell’organizzare playdates, feste e appuntamenti già in tenera età, in modo che i bambini imparino da subito che nessuno deve essere escluso e devono fare amicizia con tutti.
Spero di riuscire a portare questo stile di lavoro anche qui, nelle famiglie per cui lavorerò perché il bello di conoscere nuove culture è quello di poterle condividere con le persone che poi incontrerai.

Claudia

Foto by Averain

 

5 Comments on "E se arriva la nuova “nanny”?"

  1. Amelia 28 maggio 2012 alle 11:51 · Rispondi

    Bellissima esperienza per le educatrici…ma non sarà un po’ traumatico per i bambini?

    • Claudia 28 maggio 2012 alle 12:36 · Rispondi

      Sicuramente per i bambini come esperienza non è tra le più belle, sopratutto se stanno con la stessa persona per tanto tempo….cambiare dopo essersi affezionati a una tata è difficile, ma diciamo che per loro è quasi un’abitudine….conosco famiglie che cambiano volutamente la “au pair” tutti gli anni, primo per non far sentire il distacco ai bambini (che sono consapevoli che cambieranno tata dopo poco tempo) e secondo per fare in modo che i figli imparino un pò di cultura e tradizioni di vari stati….infatti molti fanno in modo che sia sempre di una nazionalità diversa…..

  2. valentina carta 28 maggio 2012 alle 18:46 · Rispondi

    bellissimo articolo, molto completo. hai reso perfettamente l’idea di come sia il lavoro della Nanny in Inghllterra. Spero che anche in Italia questo mestiere venga rivalutato e accreditato come da tanto ormai succede in nord Europa. Grazie per il tuo racconto.

    • Claudia 29 maggio 2012 alle 12:40 · Rispondi

      Grazie Valentina….si anche io spero vivamente che venga rivalutato anche in Italia perchè è un lavoro molto importante!!!!

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