“Solo lei vuole un figlio”… quando il desiderio di genitorialità non è condiviso

Written by on 27 aprile 2012 in Educazione - 14 Comments

Oggi affrontiamo un argomento che può essere molto doloroso per  la coppia e che può metterla a dura prova. Come sempre la comunicazione ed il confronto possono essere di aiuto, ma a volte può essere utile rivolgersi a professionisti competenti che hanno i giusti strumenti per dare il supporto necessario. Ce ne parla Cristina, psicologa iscritta su Oltre Tata, che potete trovare a Roma.

Il desiderio non condiviso di avere un figlio è certamente uno dei problemi più grandi che una coppia possa affrontare perché certamente le aspettative ed i desideri che non collimano sono elementi destabilizzanti, che possono quindi generare una vera e propria crisi di vita. E spesso è la donna a trovarsi da sola di fronte un bivio che la costringe ad operare una scelta: tra il suo desiderio di maternità e quello che considera essere l’amore della sua vita. Il mancato desiderio di avere figli da parte dell’uomo può creare un grosso conflitto all’interno della coppia, mettendo in discussione i valori, le credenze, gli obiettivi personali di entrambi i partner. Un argomento ed una divergenza difficile da gestire, che genera continue tensioni e discussioni fino a diventare una vera e propria ossessione che rischia di travolgere la coppia.

L’ideale sarebbe il cercare di non mettere mai il partner in competizione con il proprio orologio biologico, arrivando un bel giorno al punto di chiedendogli di prendere una decisione nell’immediato: il desiderio di un figlio non viene a tutti nello stesso momento. Persone diverse hanno desideri e tempi di maturazione diversi. E’ importante che l’uomo non si senta pressato, davanti ad un bivio o ricattato contro la sua volontà e che abbia a disposizione il tempo necessario per riflettere. Al contrario si rischia di far vivere la scelta di mettere al mondo un bambino come una sfida, piuttosto che una possibilità di arricchimento per entrambi i partner.

Che fare ?
Prima cosa è bene capire quale sia la motivazione che ha portato il partner a maturare la scelta di non essere genitore. Vi è per esempio quella di non sentirsi all’altezza come genitore, di aver paura del fallimento educativo, di perdere la propria libertà, i propri spazi, addirittura di perdere il proprio fascino, la propria giovinezza, vi è il terrore che la propria vita possa cambiare in peggio, dovendo dire addio a fine settimana romantici, cenette romantiche e tutta la spensieratezza goduta finora. A volte alcuni uomini temono la paternità perché hanno la tendenza a rimanere loro stessi dei bambini e non si sento all’altezza o non sentono il bisogno e la voglia di sperimentare una responsabilità così forte.

E allora come comportarsi di fronte ad un uomo che non ne vuole sapere di diventare padre? Prima di tutto la donna deve domandarsi e capire perché sente un desiderio di maternità ora, se la voglia di un figlio sia dovuta semplicemente ad un tentativo di superare una crisi di coppia e a colmare un vuoto, oppure, sia veramente profonda e nasca da un reale desiderio di maternità. Con alle spalle una decisione ferma, sarà più semplice aiutare il proprio partner a superare insicurezze e paure: per la paura di perdere la propria libertà si potrà rassicurarlo sul fatto che con l’arrivo di un bambino basterà semplicemente organizzarsi per riuscire ancora ad avere dei momenti di intimità e relax.

Importante è anche non insistere, perché con troppa pressione si rischia di avere l’effetto contrario: infatti spesso il rifiuto non è definitivo e quindi basterà aspettare che lui si senta psicologicamente preparato ad un cambiamento di vita, magari aiutato da attenzioni, spiegazioni e coccole. Anche se la paura del partner fosse invece quella di non essere all’altezza come padre, si può aiutarlo cercando di fargli capire che non esistono padri perfetti, né madri perfette ma l’importante è rimanere uniti e seguire una linea educativa coerente.

Sono situazioni per cui è consigliabile ricorrere al consiglio di uno psicoterapeuta, il quale può aiutare la coppia con indicazioni utili e consigli e soprattutto entrambi i partner: la donna a comprendere meglio i confini del suo desiderio, ovvero se si tratta di un bisogno profondo e l’uomo a riflettere sul suo mancato desiderio e a comprendere meglio le motivazioni che sono alla base di questa posizione.

E se il “no” fosse reale e definitivo?
Purtroppo può succedere che dietro uno scarso entusiasmo ci sia un vero “no”. Non si tratta più delle solite spiegazioni che la maggior parte dei futuri papà dànno inizialmente e che poi svaniscono per lasciare spazio ad un coinvolgimento sempre più stretto con il progetto di famiglia. A volte il “no” è reale, consapevole e definitivo: la decisione grava allora sulle spalle della donna, che si troverà di fronte alla necessità di dover decidere.

Una decisione che vede da una parte un desiderio che rischia di essere inascoltato ma dall’altra un orologio biologico che continua a camminare diminuendo lentamente le possibilità di procreare, un’aspettativa negata di una famiglia “vera” fatta quindi di un partner ed un figlio ed un’immagine ed un’idea del proprio partner che forse si scontra con questa presa di posizione….In sostanza si tratta ora di scegliere se procedere comunque per soddisfare il proprio desiderio più profondo o perdere un partner che non sembra essere sulla nostra stessa lunghezza d’onda.

E’ un dilemma molto doloroso, una situazione a cui nessuno vorrebbe mai arrivare e che richiede un buon dialogo con sé stessi, sincerità reciproca ed una gran forza d’animo nel mettere in pratica la decisione presa, anche se spezza il cuore di entrambi. E’ in questi casi che la consulenza di uno psicoterapeuta è utilissimo per aiutare e sostenere la coppia nel difficile momento di operare una scelta più consapevole, anche se non priva di incognite.

Dr. Cristina C.
Ringrazio la Dott.ssa Francesca Romana Rodi per la collaborazione nella stesura

Foto by  Ed Yourdon

14 Comments on "“Solo lei vuole un figlio”… quando il desiderio di genitorialità non è condiviso"

  1. lory 27 febbraio 2013 alle 15:16 · Rispondi

    Sono due volte da ottobre che litighiamo perchè lui non vuole assecondarmi nella mia scelta di fare la fecondazione assistita, l’ho lasciato per la seconda volta a metà febbraio, cacciandolo fuori da casa mia, lui vive in un’altra città con i suoi, ma non riusciamo a staccarci, se lui non mi vede un pomeriggio su skype mi cerca al telefono, ormai da diversi giorni, non tocchiamo più il tasto, e si parla, poco, del più e del meno, lui ha paura credo della paternità, un pò forse del procedimento artificioso della fecondazione ,,,,, mi sento così fallita, ho perso ogni riferimento in così breve tempo,(prima il lavoro, ora anche il mio sogno con lui) e sono gli ultimi tempi per me per pensare ad un figlio ,,,,, lui è molto più giovane di me, ha tutta la vita davanti per ripensarci e crearsi una famiglia, io non ho più niente. Chiedo un piccolo aiuto.

  2. naz 14 ottobre 2013 alle 18:31 · Rispondi

    io mi sento pressato da lei, ma il mio problema non è citato in questo argomento… in pratica il mio no! è dovuto alle troppe leggi a favore delle donne, se in caso di separazione, noi uomini siamo spesso ridotti alla poverta’, senza piu’ riuscire a tirarsi su. fin quando le leggi non cambieranno e sopratutto la smetteranno di andare sempre contro agli uomini solo dal fatto che siamo maschi, in italia ci saranno sempre meno matrimoni e meno nascite! e lasciamo stare invece le nascite dei cittadini stranieri in aumento,che tanto loro non sono tenuti a rispettare le nostre leggi,quindi la nostra “bella” italia sara’ la news africa… la colpa diamola ai magistrati, all’istituzione e al governo, sono loro i veri responsabili…

  3. Socrates 28 dicembre 2013 alle 04:09 · Rispondi

    Sono d’accordo con Naz, il problema è la legge sugli affidi.

    Notare come poi l’articolo si sviluppa, in pratica se l’uomo non vuole il figlio o è un bambino, o un immaturo.
    Strano che però la donna se non vuole un bambino può difendersi con: spirale, preservativo femminile, pillola anticoncezionale, pillola del giorno dopo(24 ore), pillola giorno dopo(72 ore), aborto, e poi può abbandonare il bambino all’ospedale in maniera ANONIMA PER LA LEGGE ITALIANA. Se non vuole figli, lo stato LE PAGA l’allacciamento delle tube di falloppio.

    cosa può fare l’uomo che non vuole il figlio? usare il preservativo, o fidarsi della donna, però se la donna vuole resta incinta. Quindi l’uomo diventa schiavo di un figlio che non vuole.

    L’uomo deve affidarsi o alla scelta della donna o sperare che il preservativo non si rompe. o praticare astinenza.

    L’uomo che non vuole il figlio è immaturo, irresponsabile, bambino e non c’è modo (a parte la vasectomia che farò fra qualche anno fuori da questa fogna di paese) La donna che non vuole il figlio è decisa, vive la propria sessualità in maniera SANA, indipendente.

    Da ciò si deduce che l’uomo può essere però incastrato come suggerisce l’articolo. Si prova a convincere oppure leggete leggete cito “In sostanza si tratta ora di scegliere se procedere comunque per soddisfare il proprio desiderio più profondo o perdere un partner che non sembra essere sulla nostra stessa lunghezza d’onda.”

    Procedere cosa?? Non mi meraviglio che l’articolo sia stato scritto da una donna.

    Nel caso l’uomo volesse il figlio vi faccio riflettere su questa situazione:uno studia una vita tra mille difficoltà, si trova un lavoro, rischioso e duro, torna casa per 10 anni, fa un figlio vivono nella casa del padre, la donna cornifica, e l’uomo perde: moglie(sofferenza d’amore), figlio( sofferenza di vita), 1000 euro di alimenti, CASA DEL PADRE( una casa che il padre ha lavorato una vita per avere), forse la macchina.

    Ora mettetevi nei panni di quell’uomo. penso che un raptus sia UMANO. non è per giustificare o alcunchè non me ne vogliate..ma credo sia umano di fronte a una tragedia del genere, diventare depressi o suicidi.

    Ma sono 100% sicuro che non sarà così per sempre, per ora, è così.

  4. Giovigio 12 aprile 2014 alle 21:16 · Rispondi

    Ciao a tutti,

    Premetto che io ho sempre desiderato figli e dopo varie visite il gine mi ha detto che ,si, figli potevo averne
    Ma,molto difficilmente per vari motivi legati alla mia conformazione dell’utero.

    Me l’ero messa via e amen.

    Sono incinta! Oggi ho fatto questa scoperta.

    Il mio ragazzo non vuole figli.

    Io sto con lui perche’ sono innamorata e per lui avevodeciso di
    Rinunciare al mio sogno di diventare mamma.

    Stasera mi ha chiesto di abortire… Dice che siamo due per aria
    Che amiamo fare cio’ che ci pare e piace e un figlio non fa per noi.

    Si e’ vero,amiamo fare un sacco di cose ed entrambi pero’ siamo
    Persone equilibrate e fatte per amare un figlio! Ma lui non lo vuole…

    Ho deciso (avevo gia’ considerato la sua reazione) di tornare a casa di mia mamma
    E sparire dalla ua vita. Non voglio insistere se non lo vuole
    Ma di certo non mi faccio rovinare la vita con un aborto.

    Che ne pensate!?

    Ciao Giovigio

    • Elisabetta 26 settembre 2014 alle 19:33 · Rispondi

      Giovigo sei una grande ti ammiro moltissimo,uomini cagasotto

    • Sparrow 4 ottobre 2014 alle 16:49 · Rispondi

      Fai benissimo…..spero che tutto stia andando per il meglio!

    • lucy 11 marzo 2015 alle 16:09 · Rispondi

      Grande giovigo!!……

  5. Giovigio 12 aprile 2014 alle 21:19 · Rispondi

    Ah premetto che non ci sono problemi di soldi nel nostro caso.
    A me proprio non interessa l’argomenti,vivo lostesso. Io desidero solo dare una vita serena
    Quindi cerco solo consigli positivi o di appoggio morale sulla mia scelta.

    Ciao

  6. Silvietta 15 maggio 2014 alle 18:26 · Rispondi

    Giovigio, fai benissimo a tenere il bambino. La vita è sempre un miracolo. Ti faccio i miei migliori auguri e sono certa che sarai felice!

  7. germana 25 maggio 2014 alle 13:13 · Rispondi

    Avere un figlio è la cosa più bella e anche se arriva senza programma. Io vorrei un figlio ma il mio compagno non lo vuole. Dice si ma non ora e si infastifisce se ne parliamo. Il fatto è che ci togliamo 15 anni di differenza e oer me è assurdo che a quarant anni non ne voglia ancora per paura di non avere la famiglia vicino o per paura dei cambiamenti.

  8. dara 2 giugno 2014 alle 19:17 · Rispondi

    Giovigio non mollare! Hai fatto la scelta giusta :)

  9. Lady88 18 settembre 2014 alle 17:33 · Rispondi

    Mio marito non vuole figli e io si. Abbiamo affrontato l’argomento e mi ha detto alcune cose del suo passato,cose brutte per cui ha sofferto molto da bambino, ed è da bambino che sostiene che non vuole figli. Io non so come comportarmi. Gli ho spiegato che tutto si supera,che un bimbo non va mai fatto soffrire, che nemmeno io sarò una mamma perfetta,ma nulla. A volte dice delle frase che io rimango basita. Con lui non diventerò mai mamma. E dovrò prendere una decisione. Premetto che lo amo, ma sa anche che non può fare del male a me a causa del passato. Così come nemmeno io intendo fargli del male.

  10. sara1712 4 novembre 2014 alle 02:36 · Rispondi

    Ciao giovigio,
    Mi dispiace x te, ma stai facendo bene. Anche io ho un ragazzo che non vuole figli. Lo amo tanto, ma si comporta troppo da ragazzino…ogni volta è un no secco e si adira…non so cosa fare, non mi sento piu me stessa

  11. n 14 agosto 2015 alle 12:57 · Rispondi

    comunque è incredibile; non viene proprio contemplato il non desiderare figli? se non per immaturità o paura?
    non esiste la possibilità di scegliere?
    e se fosse la paura di rimanere soli a spingervi a procreare per forza?
    e se fosse egoismo il vostro a voler mettere al mondo un vostro clone su cui proiettare le vostre aspettative e frustrazioni?

    non mi fraintendete, sono provocazioni; rispetto molto chi desidera figli ma mi piacerebbe che fosse rispettata anche la mia scelta, dettata non da paure o immaturità ma semplicemente non mi interessa un’esperienza simile; non credo sia un’esperienza obbligatoria come non lo è il matrimonio o la convivenza.
    Sembra che non si possa scegliere..

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