Sotto stretta sorveglianza: tata spiata dalla “nannycam”!

Written by on 23 aprile 2012 in Interviste - 4 Comments

Oggi Giovanna ci racconta la sua ultima incredibile esperienza tra le mura domestiche della famiglia presso la quale lavorava. I soggetti sono più di tre: una tata, una coppia di genitori, un bambino e tante videocamere sparse per la casa. Non voglio dare giudizi ma pormi e porre a tutti voi delle domande. Cosa spinge dei genitori a “spiare” una tata? Fino a che punto ci si può fidare di una persona estranea in casa? Fino a che punto ci si può fidare della sincerità e lealtà di una coppia di genitori che non si fidano di te e ti spiano? Qui il dilemma è da entrambe le parti, ognuna con le sue ragioni, ma che porta inevitabilmente ad una incompatibilità. Costruire un rapporto sincero richiede sincerità!

“C’era una volta un bambino e accanto a sé vegliava felice una tata”
Vorrei che fosse l’inizio di una favola, ma purtroppo il proseguo non è cosi sereno e spensierato, come nelle storie a lieto fine.
Oggigiorno purtroppo non ci si fida più di nessuno e la cronaca ci testimonia sempre piu’ spesso, di fatti brutti, tra le mura di casa.
Come fidarsi della tata, una persona estranea che entra nelle case e guarda il piccolo finchè i genitori sono assenti?
Dopo 10 anni di pappe, pannolini, giochi e piccole attenzioni, ho fatto una scoperta che mi ha lasciato un po’ perplessa.

Una mattina, mentre con M. giocavo sul tappetone del salotto, ho visto un oggetto sullo scaffale. Di colore bianco, forma sferica..poteva essere un giochino che suonava? Fisso l’oggetto per un pò e mi pongo le domande tra me e me: “ma che sia..” Mi avvicino e..scopro che è una “nannycam”, ossia una microtelecamera domestica. Noto che non ha l’aspetto di una semplice cam da computer e che per giunta è anche collegata da una presa e la spia indica che la stessa è accesa.

Che fare? Non posso ignorare la cosa, non è da me e cosi, decido di chiedere informazioni alla mamma del piccolo. La signora mi informa che la videocamera è stata piazzata per la sorveglianza della casa e non per controllare me o il mio operato e che se questo strumento turba la mia attività, questa verrà rimossa. Penso pero’ che se fosse anche per verificare come si comporta la tata in casa, tutto sommato, la cosa mi darebbe un po’ fastidio ma la capirei e rassicuro la mamma che sono assolutamente tranquilla e che non c’è alcun bisogno di rimuovere la videocamera.

Che cosa curiosa! Non mi era mai capitato..o meglio che io sappia non avevo mai visto una cam in casa, di sorveglianza. Nei giorni a seguire ne trovo altre, prima in cucina e poi nei piani superiori e la cosa che più mi colpisce è notare che l’ultima, trovata in camera che puntava verso la culla del bimbo, sembrava spostarsi e compariva prima coperta da diversi panni sul comodino, poi in alto sull’armadio, con i fili nascosti.

Che pensare? Chiedo se le immagini vengono trasmesse a circuito chiuso o se vengono lanciate in rete.
Il papà del piccolo, mostrandomi il telefono, mi spiega che tramite una semplice connessione e delle credenziali, le immagini di casa, possono esser viste in qualsiasi momento, ovunque. E mi chiedo.. e la mia privacy? Qualcuno mi ha chiesto il consenso? Qualcuno ha provato a pensare come si può sentire una tata a riguardo? Credetemi, ci si sente strani.

Io sono sicura di cio’ che sono e cio’ che faccio, serena nel mio lavoro..ma il grande fratello non me lo aspettavo e una volta scoperto, assistere ad un “depistaggio” della cosa, mi ha fatto pensare ad una presa in giro.
Su internet si trova di tutto: video, foto, immagini, materiali..io non conosco questi genitori e loro non conoscono me, solo che a differenza mia, loro vedono la tranquillità del loro bambino e aggiungerei hanno prove tangibili sul mio operato.

Genitori che proteggono i loro figli, ma..le tate da chi vengono protette?

Giovanna

Foto by lara von trier

4 Comments on "Sotto stretta sorveglianza: tata spiata dalla “nannycam”!"

  1. Romina 24 maggio 2012 alle 16:34 · Rispondi

    Ciao Giovanna,

    sono Romina, mamma di un bambino di 4 anni.
    premetto che non ho mai avuto bisogno di una tata in casa perchè, per fortuna, ho mia madre che si prende cura di mio figlio mentre io sono al lavoro.

    Certo è che, se dovessimo scegliere di avere un altro bambino, avrei bisogno di una persona di fiducia.
    E partendo da questo presupposto mi sono detta che, sicuramente avvertirei l’esigenza di vedere con i miei occhi cosa accade in casa.

    Non saprei spiegarti se l’esigenza nasca da una mancanza di fiducia, da una cronaca sempre meno lieta, di sicuro avrei bisogno di sapere e di stare tranquilla.
    Penserei anche io a delle telecamere, ovviamente però avvisando prima la persona interessata.

    L’errore di questi genitori secondo me è stato proprio questo, il non dire preventivamente che avrebbero messo delle telecamere e quindi a quel punto sarebbe stata una tua scelta, accettare o meno.

    e a questo punto ti chiedo: avresti accettato?
    dal tuo punto di vista, come ti senti di rassicurare un genitore che in mancanza di “strumenti tecnici” non può vedere, nè sentire nulla del suo bambino nelle ore di assenza?

    un caro saluto
    romina

  2. giovanna 24 maggio 2012 alle 16:56 · Rispondi

    Ciao Romina,
    ti ringrazio per avermi commentato.
    Non credo che l’esigenza di sapere come vanno le cose, quando non si è presenti, debba essere associata ad una mancanza di fiducia verso la tata.
    Il fatto di saperne di più, io lo vedo come un interesse verso il proprio piccolo e verso l’operato della tata.
    Io ad esempio, prima di scoprire le cam, avevo proposto alla mamma del piccolo, di scrivere un piccolo diario (come fanno nelle strutture), dove indicavo cio’ che facevo col bimbo, quanto e cosa aveva mangiato ..insomma descrivevo la nostra giornata.
    Certo io prediligo sempre e comunque il dialogo, se si può, che la “sorveglianza tecnologica”: con lo scambio e la condivisione mamma e tata possono instaurare un rapporto naturale di piena fiducia e di crescita.
    E credimi, il bambino percepisce questo stato sereno e il distacco tra mamma e piccolo, risulta anche più semplice.
    Non credo sia obbligatorio dire apertamente delle cam, a rischio che, una volta scoperta per caso una nanny cam, scatti un dispiacere..come se quell’anello di fiducia tra tata e mamma venisse un attimo messo in discussione.
    Averlo saputo prima mi avrebbe dato modo di capire che basava il nostro rapporto sulla trasparenza e avrei accettato sicuramente, chiedendo comunque dove e come le immagini potevano essere trasmesse.
    Grazie ancora e contunua a leggerci!

    Tata Giovanna

  3. Romina 24 maggio 2012 alle 17:13 · Rispondi

    Grazie a te!
    l’idea del diario non è male e potrebbe essere sicuramente utile!

    vi terrò aggiornati ;) per ora siamo felicemente fermi ad uno :)))

  4. Eva 9 luglio 2012 alle 15:53 · Rispondi

    Sono Eva, sono da poco su OltreTata e trovo questa storia a dir poco sconvolgente. Io capisco la madre del bambino, tutte le mamme si preoccupano di lasciare il proprio bambino con un estraneo, e talvolta, anche con il nonno/a. Inizialmente anche mia sorella maggiore mi chiamava continuamente per sapere come stava suo figlio, se aveva mangiato, cosa stavo facendo ma, con il passare del tempo, le chiamate e i messaggi sono diminuiti. Io credo che un po’ d’ansia ci sia sempre, indipendentemente da chi sia la persona a cui si lascia il figlio.
    Certo è che una cosa del genere sconvolge. Non lo so cosa avrei fatto al tuo posto, molto probabilmente anche io avrei parlato con i genitori ma io ho qualche dubbio che queste telecamere ci siano per la protezione della casa, no? Per la protezione della casa si mette una telecamera fuori e un allarme.
    Che altro aggiungere? Speriamo che non ci sia anche in bagno! Ahahaha :D

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