Le regole ai bambini: non necessariamente dei “NO”!

Written by on 18 aprile 2012 in Educazione - 3 Comments

Oggi vi presento Giovanna, una educatrice di Oltre Tata, che ho avuto anche il piacere di conoscere attraverso skype. E’ una persona intraprendente e propositiva, innamorata del proprio lavoro, curiosa di tutto ciò che di nuovo può imparare. Ci parla della sua esperienza con i bambini e le “regole”! ….tasto dolente! :-)

Ciao a tutti, sono Giovanna: un’educatrice della provincia di Verona. Sono tata da circa 10 anni e ho imparato, fra le altre cose, che è importante stabilire delle regole e farle conoscere al bambino: quando in una casa esistono delle linee guida condivise da papà e mamma e tate, ogni ruolo risulta più fluido e sereno.

Ma non tutte le regole sono uguali e hanno la stessa valenza. Non bisogna categoricamente proibire con un “No” deciso: il compromesso potrebbe essere la concessione al bambino di una buona e valida alternativa a quella proibizione. Questo anche per invogliare e stimolare il bambino, che si trova ad dover imparare una nuova esperienza. Lo stimolo accompagna piacevolmente il piccolo all’obiettivo posto.

Ho notato con i più piccoli soprattutto, che è importante affrontare con pazienza il pianto: è di grande aiuto mostrare fermezza nella situazione di crisi del piccolo, anche per capire con la dovuta calma, il motivo del pianto.
E poi rapportare la situazione ai genitori, in modo tale da monitorare quella piccola “sofferenza” del bambino e capire se si tratta di un capriccio del momento o un reale bisogno.

Se si tratta di disagio o dolore, è sicuramente importante rispondere alla richiesta con comprensione e cura: se il bambino vede nella figura dell’adulto la sicurezza, questi sarà più deciso e sereno, anche in un momento di crisi. Se si tratta di capriccio invece, non cedete ai ricatti e soprattutto molto importante, non mostratevi disponibili a riscattare subito la sua attenzione: è buona cosa lasciar sfogare e ignorare la sua richiesta. Non vi preoccupate: non siete cattivi, perché lo lasciate piangere da solo! Una volta calmato, lo si può avvicinare per coccolare o per incontrarlo nel dialogo, attraverso magari un piccolo stimolo, come l’attenzione verso un gioco, da fare insieme.

Il momento del gioco è vitale per il bambino, perché impara a sperimentare un mondo nuovo. Il compito di un buon educatore è quello di unire momenti in cui egli gioca col proprio figlio a momenti in cui lo lascia sperimentare da solo, magari con strumenti adatti alla situazione, come giocattoli o libri.

E’ necessario spiegare al bambino come utilizzare i giochi a disposizione e assicurarsi che possa usarli in un ambiente sicuro. Fate sì che vostro figlio conosca i piccoli ostacoli di casa con le proprie forze: deve imparare da solo ad avere a che fare con problemi reali e a cavarsela in situazioni di blocco. Solo cosi può iniziare a forgiare un carattere sicuro e autonomo, anche da piccolo.

Giovanna

Foto by Julien Haler

 

 

 

3 Comments on "Le regole ai bambini: non necessariamente dei “NO”!"

  1. mammadolly2 6 maggio 2012 alle 16:32 · Rispondi

    buongiorno,
    sono una mamma single con un bimbo di 4 anni e mezzo e aspetto un altro bimbo.
    Ho una situazione strana alle spalle anzi un pò particolare xk cn il mio ex compagno da cui ho avuto il primo bimbo Andrea siamo seguiti da assistenti sociali e tribunali per sua volontà.
    Avrei bisogno di chiederle:
    1. Sto aspettando un altro bimbo potrebbe compromettere la situazione con il primogenito?
    2. Le regole se si danno e si è solidi come descritto nel post “dare delle regole e non dei semplici NO…” è possibile che posso allontanarmi il bambino che non voglia più stare con me e voglia stare solo più con il papà oppure accadrebbe solo che a casa ci sono certe regole e dal papà ce ne sono altre?
    3.Come mai secondo lei, quando mio figlio non vuole andare dal padre, però cerco di convincerlo con successo ad andare poi lui non mi vuole sentire per telefono? e mi ripete solo che sono cattiva?convincendolo ad andare sto sbagliando o sto guardando il bene del bambino?

    Aspetto una sua risposta grazie
    saluti

  2. Chiara Riccardi 7 maggio 2012 alle 12:15 · Rispondi

    Ciao Mammadolly, la nascita di un fratellino o una sorellina è un momento particolare per ogni figlio. C’è un cambiamento che può spaventare e che per questo va spiegato al bambino. Puoi rassicurarlo e parlargli delle sue emozioni che da solo non riesce ad esprimere, in modo che si senta capito e protetto.

    Nel rapporto con il papà di tuo figlio, sarebbe utile non far vievere al bambino le vostre divergenze, ma piuttosto avere una linea comune, che abbia come obiettivo il suo benessere e la sua serenità. Capisco che potrà essere difficile, vista la vostra situazione, ma è un impegno che dovreste prendere per vostro figlio. Il bambino in un certo senso ha bisogno di “regole”, perché ha bisogno di essere contenuto visto che non ha ancora da solo la capacità di darsi dei limiti. Solo in questo modo potrà pian piano maturare la sua autonomia.

    Il bambino adesso ha bisogno di ritrovare l’equilibrio in una situazione particolare, che vede mamma e papà in due famiglie diverse. Può aver paura che voler bene all’uno, significa non voler bene all’altro ed è per questo che quando è da uno dei due si sente in colpa nei confronti dell’altro. Lei fa benissimo a fargli vedere suo padre, perché deve sentire che entrambi gli siete accanto e che gli volete bene. Ma non deve dimenticare che anche suo figlio le vuole bene e che in alcune situazioni sta esprimendo una sua difficoltà e questo non vuol dire che è una mamma cattiva. Viva con serenità il rapporto con lui e soprattutto viva con serenità se stessa e la sua gravidanza.

    Chiara

  3. giovanna 24 maggio 2012 alle 15:58 · Rispondi

    Ciao Mammadolly,

    Il cambiamento può portare un pò di confusione nel bambino. E’ importante spiegargli che, nonostante la nascita del secondo, non verranno a meno per lui tutto l’amore da parte di mamma e papà. Le suggerisco un tempo dedicato al piccolo dove far insieme un disegno sul fratellino che dovrà nascere.. con tanti colori e fiori, per il lieto evento.
    Potrebbe essere un bel regalo da fratello maggiore, no?

    Altra cosa importante è quella di non influenzare il bambino, con il proprio risentimento nei confronti di un altro adulto: il suo papà è sempre il suo papà.
    Questo perchè il piccola possa prendere pian piano coscenza dell’amore condiviso dei genitori, senza interferenze di attrito tra adulti.
    Le “guerre”lasciamole ai grandi!

    Grazie per l’attenzione verso i miei post e per OltreTata..siamo qui:)
    alla prossima,
    Tata Giovanna

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