Cosa chiedere e cosa osservare nel primo colloquio con la baby sitter

Written by on 3 aprile 2012 in Guide - 3 Comments

Il genitore, dopo aver letto i profili, aver analizzato dettagliatamente le caratteristiche di tutte le candidate al suo annuncio di lavoro, ha finalmente individuato su Oltre Tata, la baby sitter che sembra soddisfare le sue esigenze.

Ora è arrivato il momento di incontrarla: fidiamoci delle nostre sensazioni e seguiamo alcuni piccoli accorgimenti.

Dove incontrarla. Penso che a seconda delle attitudini di ognuno di noi, ci siano due alternative: a casa propria o in un posto pubblico, come un parco o un bar se si preferisce un contesto neutro. Io sono per la prima alternativa, poiché credo sia una situazione più accogliente e più adatta a costruire fin da subito un rapporto di fiducia.
Eccola davanti a noi! Che impressione abbiamo di lei? Corrisponde alla foto che avevamo visto sul suo profilo? E’ un po’ come ce l’aspettavamo? Facciamo attenzione alle nostre sensazioni perché sono importanti e ci dicono tanto.

Cosa chiederle. Presentiamo in breve la nostra famiglia e ascoltiamo la presentazione che l’educatrice fà di sé. Non dimentichiamo che anche per lei è il primo colloquio, quindi sarà sicuramente imbarazzata. Ci darà molte informazioni su di lei e forse scopriamo anche che abita non lontano da casa nostra e che conosciamo la sua famiglia! Chiediamo quali sono le sue competenze e le sue esperienze. Da quanto tempo svolge questo lavoro? Di quanti bambini si è presa cura? Di che età? Come programma un pomeriggio con i piccoli, che attività svolge con loro, come si organizza? Come si comporterebbe in caso di emergenza? Chiediamo anche le referenze e capiamo per quale motivo ha interrotto i precedenti rapporti di lavoro. Altro aspetto importante è una certa flessibilità: la persona che stiamo valutando potrà adattarsi a qualche cambiamento di orario o a qualche imprevisto? Fino a che ora può fermarsi alla sera? Abita vicino?

Le esigenze della famiglia. Spieghiamo alla baby sitter quali sono le nostre esigenze, quali le esigenze del nostro o dei nostri bambini e quali le loro caratteristiche. Precisiamo le regole della nostra famiglia e le modalità educative che abbiamo con nostro figlio.

La reazione del bambino. Se ci piace rivediamola in presenza dei nostri figli e osserviamo come si comporta con loro, se è dolce e accogliente, se rispecchia i requisiti che per noi sono più importanti nella relazione col bambino. E’ fondamentale anche la reazione del bambino: a lui piace? è tranquillo con lei o ne è infastidito? si crea empatia tra di loro? Nostro figlio ha voce in capitolo sulla scelta e deciderà con noi.

Giorni di prova. Organizziamo qualche giorno di prova in cui siamo presenti: a lei permetteremo di capire come è la nostra famiglia, come siamo organizzati, quali sono le regole e le abitudini; a noi permetterà di vederla alla prova e ai nostri bambini servirà ad entrare in contatto con lei e conoscerla gradualmente. Ai bambini introduciamo l’educatrice e parliamo di lei con una certa sicurezza, perchè se noi saremo sicuri, anche loro lo saranno nel momento del distacco da noi.

Il contratto di lavoro. Dopo il periodo di prova, se è la persona giusta per noi, stipuliamo con lei un regolare contratto di lavoro. Il lavoro della baby sitter rientra nella categoria dei lavori domestici e sul sito dell’inps ci sono tutte le informazioni necessarie.

Un consiglio: nella nostra relazione con la baby sitter, ricordate che il confronto è molto importante anche nei periodi successivi. Parliamo con lei, ascoltiamola e capiamo come sta andando con il bambino. Capiamo se ci sono dubbi e difficoltà. Creiamo un legame. Lavoriamo insieme per dare al nostro bambino quella continuità di amore e accudimento di cui ha bisogno.

Chiara Riccardi
Psicologa

Foto by The Bode

3 Comments on "Cosa chiedere e cosa osservare nel primo colloquio con la baby sitter"

  1. Mary 27 maggio 2012 alle 11:03 · Rispondi

    Queste tips credo siano molto interessanti e utili. Noi abbiamo chiediamo anche gli hobbies ed interessi. Ci sono capitate spesso persone con buoni titoli di studio inerenti l’ ambito infantile, ma molto noiose e prive di fantasia o non altrettanto pronte a gestire la giornata di un bimbo, i suoi tempi e le sue fasi. Al contrario altre persone con hobbies artistici o semplicemente interessi sportivi o altro genere, si sono rivelate estremamente empatiche e carine con i bimbi; capaci di farsi ascoltare e di ascoltarli e di reagire alle crisi tipiche dell’ infanzia.

  2. Eva 9 luglio 2012 alle 15:59 · Rispondi

    Trovo questo articolo molto interessante, non solo per chi dovrà assumere una tata, ma anche per chi si presenterà alla nuova famiglia in veste di tata! Io, purtroppo, non ho ancora avuto modo di fare un colloquio per fare la tata e, quindi, e questo succedesse, sarei molto agitata e non saprei bene cosa aspettarmi ma trovo che questo articolo dia la possibilità di prepararsi. Alla fine quello che chiedono e come si comportano i genitori è importante per capire che feedback dare.
    Ho trovato molto interessante anche il commento di Mary! Io, infatti, ho inserito i miei interessi e hobby nel mio profilo perchè sono quelli che riescono a delineare meglio una tata rispetto a un titolo di studio! Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei! Non per forza chi ha studiato scienze della formazione o altri studi attinenti all’infanzia, è per forza empatico, cordiale e socievole, anche se sarebbe meglio.

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