Tata Matilda e il grande botto

Written by on 28 novembre 2011 in Recensioni - 3 Comments

Oggi la nostra educatrice Teresa, iscritta su Oltre Tata, ci racconta il sequel  di Tata Matilda di cui vi avevamo parlato nel nostro precedente post. Un bellissimo articolo in cui ci racconta del film “Tata Matilda e il grande botto“, ma che in particolare evidenzia la sua sensibilità ed il suo modo di relazionarsi e lavorare con i bambini di cui si occupa. 

Le gesta di questa tata strepitosa vedono coinvolta un’altra famiglia durante l’imperversare di una terribile guerra. Questa famiglia vive in campagna in una umile fattoria. È composta da 5 persone di cui due adulti e tre bambini. Il padre è assente poiché arruolato in guerra. La madre oltre a svolgere il ruolo di mamma, il lavoro di casalinga, lavora presso la drogheria di una dolcissima nonnina. La fattoria è gestita dall’intera famiglia: i bambini consapevoli del momento difficile che attraversano, aiutano affrontando e svolgendo ogni tipo di faccenda domestica e non. Tutto sommato un quadretto del genere non necessiterebbe dell’intervento di una tata. Ma allora perchè arriva Tata Matilda?

La famigliola si sta preparando all’arrivo dei cugini provenienti dalla città, che non hanno mai conosciuto, ma di cui sanno bene che saranno, sicuramente, molto ben educati ed abituati ad uno stile di vita molto più raffinato e lussuoso rispetto alla vita che trascorrono in compagna tra mucche e maialini.

Tata Matilda entra in scena quando la mamma è esasperata da figli e nipoti, distrutta dal lavoro e continuamente assillata dal cognato che cerca di convincerla a vendere la fattoria. Tata Matilda arriva, bussa alla porta e l’accoglienza non è delle migliori. Il rifiuto è immediato, ma Tata Matilda sa come farsi valere.

Penso, e credo di non sbagliarmi, nell’affermare che l’orgoglio di una madre in quanto tale e di donna di casa in quanto tale, spesso porta a respingere l’aiuto, in questo caso di una tata, anche quando è proprio evidente agli occhi di chiunque che l’aiuto è necessario e sufficiente per vivere bene. Che metodo usa Tata Matilda per farsi “accettare” in casa, dalla mamma? Quale è la soluzione adottata? Dimostrare l’utilità dell’intervento di un’estranea nel momento di estremo caos, dopo aver dimostrato la reale esistenza del caos, che la mamma non riesce con molta evidenza a gestire.

Far rispettare delle regole, seppur basilari e ben precise, non è un’impresa semplice. Quando questo avviene, la magia si compie e ciò che prima sembrava orrido e ostico diventa armonia e vivere bene. Daltronde Tata Matilda si trasforma continuamente da tata inguardabile a meravigliosa fata Disneyana.

Il bastone di Tata Matilda non ha la funzione di una verga: non punisce MAI! I bambini vivono le conseguenze di ciò che fanno, pensano e dicono. Col suo tocco magico esaspera i comportamenti dei bambini inducendoli a far ammettere loro di aver sbagliato, affinchè siano loro stessi a chiedere: “Bastaaaaa!!!” oppure “Scusa” ammettendo di aver sbagliato. Vivono le conseguenze dei propri gesti e pensieri. Bè, è così che si diventa adulti e vecchi, no?!?

Superato questo ostacolo è possibile insegnare a vivere la condivisione, aiutarsi vicendevolmente, fidarsi l’uno dell’altro, avendo sempre rispetto dell’altro. Tata Matilda azzera le disparità e le differenze esistenti tra i bambini provenienti da ceti diversi e fra loro quasi opposti. I bambini si ritroveranno a fare la stessa identica cosa pur riportando visivamente i simboli del propri ceti di appartenenza. Questo non li distoglierà fino alla fine, ma sarà usato dai bambini stessi a vantaggio di tutti, nel momento del bisogno. Noi educatrici sappiamo bene di che si tratta e sappiamo bene che non sono aspetti semplici da far vivere ad un gruppo di bambini e adolescenti spesso molto eterogeneo, le cui singole persone appartengono a culture diverse, hanno varie età, con molteplici esingenze, disagi e disabilità. Compiere quest’impresa vi assicuro è il miglior regalo e ricompensa che un’educatrice possa avere.

Tata Matilda esercita un certo potere sull’obiettivo comune del gruppo, lo motiva. Non solo, ma permette ad ogni componente di mettere in atto le proprie capacità e conoscenze. Fa emergere le potenzialità di ognuno. Un’educatrice fa tutto questo. Non è un’impresa semplice. Distogliere dei ragazzetti che si divertono ad azzuffarsi facendosi molto male, coinvolgendo anche a volte bambini più piccoli, è davvero una missione impossibile. Perchè? Perchè bisogna essere veloci, impulsivi, decisi, forzuti, con una buona idea per distogliere la loro attenzione dallo scontro e allo stesso tempo che tenga lontane tra loro le teste calde, per occuparle in attività che li soddisfino e che li interessino. Distogliere le energie e convogliarle in modi e maniere che rispettino le diverse individualità permettendo loro di stare insieme senza azzuffarsi.

Tata Matilda è un personaggio fantastico, ma sotto certi aspetti molto reale. Le educatrici che conosco realizzano magie quotidianamente in condizioni sociali ed economiche avverse, senza alcun supporto psicologico, con molto poco riconoscimento. Se non credete ai miracoli, provate a frequentare quei luoghi in cui i bambini e i ragazzi trascorrono i pomeriggi fuori casa, vi ricrederete.

E il grande botto? Bè, bisogna che lo vediate: il grande botto segna il raggiungimento dei massimi livelli, ottenuti superando i limiti individuali. Facendo perno sul gruppo di cui si è parte integrante e da cui si è integrati. La collaborazione tra i bambini coinvolge gli adulti e … Buona visione!

 

Se cerchi una tata, una babysitter, un aiuto compiti o un’animatrice che si occupi della cura e formazione dei tuoi figli, puoi trovarla su Oltre Tata.

3 Comments on "Tata Matilda e il grande botto"

  1. teresa 28 novembre 2011 alle 23:18 · Rispondi

    sarebbe bello se ci fosse uno scambio di idee sulle tematiche affrontate o su materiale come i films di animazione che possano avere un certo valore educativo =DSi potrebbero proporre film o documentari da proporre ai ragazzi, ai bambini o anche agli adulti… bò, è un pensiero come tanti altri, ma sarebbe bello se ci fosse uno scambio di pareri o commenti. Ciò renderebbe questo blog non una bacheca, ma un “luogo” di scambio tra educatori e genitori.Spero in futuro, di riuscire a scrivere qualcosa che provochi un po’ di reazioni da parte di chi legge. Grazie OltreTata e spero di non aver esagerato

  2. Oltre Tata 18 dicembre 2011 alle 16:57 · Rispondi

    Spero anch’io che si crei uno scambio tra educatori e genitori, potrebbe essere molto costruttivo. Mi è piaciuta molto la tua osservazione su Tata Matilda che “non punisce, ma lascia che i bambini vivano le conseguenze di ciò che fanno, pensano e dicono”! Credo che spesso, invece, si tenda solo a punire.

Trackbacks for this post

  1. Scrivi un articolo sul nostro blog » Oltre Tata

Leave a Comment