Gli stili di Attaccamento del bambino

Written by on 29 settembre 2011 in Educazione - 1 Comment

Riprendiamo il tema dell’Attacamento e approfondiamo in questo post i diversi stili che il bambino può strutturare.

Pian piano lo sviluppo prende forma ed il bambino impara ad essere attento alla disponibilità emozionale e fisica del caregiver. I diversi tipi di risposta di quest’ultimo ai bisogni del bambino determinano gli stili d’attaccamento del bambino, cioè i comportamenti che metterà in atto in situazioni di separazione dalla figura primaria di attaccamento.

Mary Ainsworth ed i suoi colleghi (Ainsworth et al., 1978) sono stati i primi a mostrare come si comportano i bambini di un anno, quando vengono riuniti ai loro caregiver dopo una separazione forzata. Tale reazione sembra dipende dalla sensibilità con cui la figura d’attaccamento primaria ha saputo rispondere ai bisogni del bambino.

Il comportamento è stato osservato attraverso un test progettato in laboratorio, chiamato “Strange Situation”. In questo esperimento, madre e figlio vengono introdotti in una stanza piena di giochi e osservati. Un estraneo viene introdotto nella stanza e si osserva la reazione del bambino. La madre, allora, si allontana riservatamente lasciando il bambino solo con l’estraneo. In quest’occasione si valuta la reazione del bambino alla prima separazione dalla madre. In seguito la madre ritorna nella stanza salutando e rassicurando il bambino ed incoraggiandolo a giocare ancora, e l’estraneo esce. Successivamente, se il bambino non è troppo sconvolto, la madre abbandona ancora la stanza salutandolo. L’estraneo rientra cercando di confortare il bambino (se lui vuole). Nell’ultima fase la madre ritorna nella stanza.

In quest’esperimento, emerge che una percentuale di bambini mostra un attaccamento sicuro: essi piangono alla separazione dalla madre, ma dopo un abbraccio al suo ritorno, riprendono a giocare velocemente. La madre è in grado di rispondere alle richieste del figlio in modo adeguato e ne comprende i bisogni; è sensibile ai suoi segnali, disponibile e pronta a dargli protezione nel momento in cui lo richiede. Il bambino ha fiducia nella disponibilità e nel supporto della figura di attaccamento, nel caso si verifichino condizioni avverse o di pericolo. In tal modo si sente libero di poter esplorare il mondo, non ha paura di essere abbandonato ed è in grado di sopportare distacchi prolungati.

Il resto dei bambini osservati mostra un attaccamento insicuro.
Il primo gruppo mostra un comportamento d’attaccamento “ansioso-ambivalente”. Si tratta di bambini fortemente angosciati al momento della separazione, i quali, quando riuniti mostrano comportamenti ambivalenti poiché cercano la vicinanza, ma tendono anche ad allontanarsi. Sono molto arrabbiati, urlano, si dimenano, assumono comportamento violenti, alternando stati di rabbia a momenti in cui si stringono alla madre. Per questi bambini l’unico modo per ottenere attenzioni dalla figura d’attaccamento è stimolarla. Le figure primarie di attaccamento non sono in grado di tranquillizzarli, sono sensibili e comprensive, ma in modo incostante. Non vi è quindi nel bambino la certezza che la figura di attaccamento sia disponibile a rispondere ad una richiesta d’aiuto. Per questo motivo l’esplorazione del mondo è incerta ed il bambino è spaventato dalla separazione. Spesso ci sono minaccie di abbandono usate come strumento coercitivo.

Un altro gruppo esibisce una risposta “evitante” quando la madre ritorna. I bambini sembrano non mostrare angoscia quando lei li lascia, piuttosto risultano distanti ed indifferenti. La ignorano anche al ritorno, ma il loro battito cardiaco accellerato rivela quanto in realtà siano ansiosi. Essi sono trascurati e rifiutati dal caregiver che li respinge costantemente ogni volta che si avvicinano per la ricerca di conforto o protezione. Il bambino impara a minimizzare i propri bisogni per non essere respinto e costruisce le proprie esperienze facendo esclusivo affidamento su se stesso, senza l’amore ed il sostegno degli altri.

In studi successivi, utilizzando sempre la Strange Situation, viene identificato un altro gruppo di bambini insicuri, che mostra un miscuglio di comportamenti evitanti ed ansioso-ambivalenti, risultanti in una “risposta disorganizzata”. Al momento del ritorno della madre si comportano in maniera bizzarra ed incomprensibile: alcuni restano immobili, altri cadono a terra o si tuffano sotto la sedia della madre. I genitori di quest’ultima categoria di bambini sono stati essi stessi traumatizzati o abusati, e ripetono con i loro figli le esperienze che hanno vissuto nella loro infanzia (Main, Salomon, 1986).

E’ importante considerare che queste valutazioni sono state effettuate in ambienti controllati e ben strutturari, con équipe di psicologi e psicoterapeuti formati per esaminare tali comportamenti. Tali valutazioni sono molto complesse e richiedono attente analisi da parte di professionisti specializzati.

Piedino

Il concetto fondamentale che vorrei sottolineare è l’importanza che ha nello sviluppo del bambino un ambiente sicuro e attento ai suoi bisogni. La sensibilità di chi si prende cura del bambino è un aspetto fondamentale poiché gli permetterà di camminare e muoversi nel mondo sicuro di poter tornare per ottenere conforto e protezione.

Dott.ssa Chiara Riccardi, Psicologa

Foto by Willy

One Comment on "Gli stili di Attaccamento del bambino"

Trackbacks for this post

  1. Allattamento al seno, lo sto viziando? » Oltre Tata

Leave a Comment