La relazione del bambino con la madre e l’importanza dell’Attaccamento.

Written by on 2 settembre 2011 in Educazione - 7 Comments

Uno dei bisogni fondamentali del bambino è la vicinanza di una figura che comprenda e risponda ai suoi bisogni, che gli dia protezione e che lo faccia sentire sicuro.

L’essere umano è guidato da un’innata predisposizione all’attaccamento, una forma di motivazione umana fondamentale, che spinge il bambino ad una specifica relazione con la madre, definita “di attaccamento” (Bowlby, 1969).

Il neonato ha la capacità di entrare in forme di interazione molto elementari e la madre può partecipare con successo a queste interazione lasciandosi dirigere dal bambino e creando con lui un dialogo attraverso un abile intreccio di risposte. Una madre dotata di sensibilità si accorda naturalmente con i ritmi del proprio bambino e stando attenta ai dettagli del suo comportamento riesce a soddisfare le sue esigenze.

È essenziale per il benessere del bambino che egli viva un rapporto caldo, intimo ed ininterrotto con la madre (o con un sostituto materno), nel quale entrambi possono trovare soddisfazione e godimento (Bowlby, 1988)

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Secondo Bowlby le interazioni tra madre e bambino, che iniziano già durante la gravidanza e che vanno dall’abbraccio allo scambio di sguardi, alla nutrizione, alla consolazione, vanno a costituire ciò che viene definito sistema d’attaccamento, il sistema che guida, anche nella vita adulta, le interazioni e gli scambi relazionali affettivi.

L’attaccamento è mediato dal guardare, dall’ascoltare e dal tenere: un bambino vede la sua mamma e ne è felice, il sentirsi tenuto tra le sue braccia ed il contatto con la sua pelle gli dà piacere, calore, sicurezza e benessere. Lo sviluppo del bambino nei primi mesi di vita rimane chiuso in prossimità della madre e col tempo delle figure secondarie d’attaccamento che diventano per lui più importanti (il padre, i nonni, la maestra, la tata ecc).

Lo sviluppo dei legami d’attaccamento è raggiunto attraverso un complesso processo armonico, fisico ed emozionale, tra bambino e caregiver, cioè la persona che si prende cura di lui. Quando il processo di sintonizzazione è conseguito, esso porta ad uno stato di armonia affettiva nell’interazione madre-figlio e ad una corrispondenza dei loro stati interni.

La funzione di base sicura, che nei primi anni di vita viene assolta fisicamente dalla mamma, diviene poi, attraverso l’interiorizzazione dei comportamenti e degli affetti suscitati dalla mamma stessa, una struttura interna capace di consolare e proteggere. In questo modo il bambino, e poi l’adulto, può sentirsi libero di allontanarsi e differenziarsi gradualmente dalla mamma ed iniziare ad esplorare il mondo esterno, con la sicurezza di poterla ritrovare al suo ritorno e ottenere da lei la sicurezza e l’amore di cui ha bisogno.

Per Bowlby è molto importante che il legame di attaccamento si sviluppi in maniera adeguata, poiché da questo dipende un buono sviluppo della persona. Secondo l’autore, infatti, il modello di attaccamento che si sviluppa durante i primi anni di vita è qualcosa che va a caratterizzare la relazione con la figura di riferimento durante l’infanzia e successivamente andrà a determinare gli aspetti della personalità nella vita adulta e il modello relazionale per i futuri rapporti affettivi.

Questo è il primo post sul tema dell’Attaccamento. Nel prossimo post parleremo dei diversi stili di attaccamento che il bambino può strutturare.

Dott.ssa Chiara Riccardi, Psicologa

Foto by japeye

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